Tricolore, Alto Adige si rifiuta di celebrare Grande Guerra: “Niente bandiere”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Maggio 2015 11:21 | Ultimo aggiornamento: 22 Maggio 2015 11:21
Tricolore, Alto Adige si rifiuta di celebrare Grande Guerra: "Niente bandiere"

Tricolore, Alto Adige si rifiuta di celebrare Grande Guerra: “Niente bandiere”

BOLZANO – Governo e provincia autonoma di Bolzano litigano sul Tricolore. Con il Governatore della Provincia  Arno Kompatscher che annuncia la sua intenzione di disobbedire alle richieste di Roma. Uno scontro che si consuma sulle celebrazioni per il centenario dell’inizio della Prima Guerra Mondiale. Per ricordare l’evento, sabato 24 maggio, con una circolare apposita, la Presidenza del Consiglio ha infatti invitato le varie province ad esporre il Tricolore. E a Bolzano, che prima di quella guerra era austriaca, non l’hanno presa benissimo.

Per Kompatscher l’invito della Presidenza del consiglio “è assolutamente incomprensibile e fuori luogo sopratttutto per tedeschi e ladini”. Perché “si celebra l’anniversario dell’inizio del primo conflitto mondiale e non un evento positivo, come potrebbe essere la fine di una guerra”. Come prevedibile è tutta la Svp a protestare. Secondo il segretario del partito  Philipp Achammer, “sarebbe più opportuno ricordare le migliaia e migliaia di vittime di questa guerra con la fascia da lutto”. Critiche durissime anche dai partiti di opposizione di lingua tedesca Sudtiroler Freiheit e BurgerUnion  secondo cui “l’Italia si conferma un paese fascista e nazionalista” e “L’Italia festeggia la morte di mezzo milione di soldati italiani”.

Perplessità, riporta il Corriere della Sera, anche da Trento:

Il presidente della Provincia di Trento e attuale presidente della Regione Ugo Rossi ha invitato ad osservare un minuto di silenzio in memoria dei caduti di ogni conflitto. «Le bandiere dell’Italia e dell’Europa – ha detto – le esporremo, ma a mezz’asta, perché l’inizio di quella guerra, come pure di tutte le guerre, è già di per sé una sconfitta per l’umanità».