Carceri/ Contro il sovraffollamento proposte le navi-prigione

Giulia De Luca (Scuola di giornalismo Luiss)
Pubblicato il 15 maggio 2009 13:59 | Ultimo aggiornamento: 15 maggio 2009 15:11

Carceri galleggianti per contrastare il sovraffollamento di quelle sulla terra ferma. Se in passato erano le isole a essere utilizzate per ospitare i detenuti, basta ricordare Alcatraz in California o Pianosa nell’arcipelago toscano, oggi il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), Franco Ionta propone di ormeggiare navi fortezza nei porti italiani, per esempio in quello di Genova.

La proposta è contenuta nel piano straordinario che il capo del Dap ha consegnato due settimane fa al ministro della Giustizia Angelino Alfano e che adesso è in attesa di essere approvato dal governo. Attualmente in prigione si trovano 62.473 persone: una cifra che supera di quasi ventimila unità il limite regolamentare.

«La presenza di un istituto di pena è incompatibile con l’attività economica» ha detto il sindaco di Genova Marta Vincenzi in un’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa. E ha aggiunto «se ci sono porti parzialmente dismessi o in fase di ripensamento come scalo commerciale il progetto potrebbe essere fattibile, ma Genova è ancora, nonostante la crisi, lo scalo più importante del Mediterraneo».

Oltre alle navi-prigione il piano straordinario prevede anche la costruzione di 46 padiglioni e 22 nuovi istituti, di cui 9 già finanziati, per riuscire a ottenere circa 17mila posti in più entro dicembre del 2012. Costo totale: 1 miliardo e 590 milioni di euro.

Una parte della forza lavoro inoltre sarà composta dai detenuti stessi, che saranno impiegati per i cosiddetti “interventi edilizi complementari”: ossia dipingere le pareti, abbattere i muri o trasportare materiale».