Trump attacco Siria, nuova Italia non ci sta. Salvini e M5S pronti a sfilarsi

di Riccardo Galli
Pubblicato il 12 aprile 2018 10:36 | Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2018 10:36
Trump attacco Siria, nuova Italia non ci sta. Salvini e M5S pronti a sfilarsi

Trump attacco Siria, nuova Italia non ci sta. Salvini e M5S pronti a sfilarsi

ROMA – Trump attacco Siria, nuova Italia non ci sta. Dove per nuova Italia si intende quella uscita premiata e promossa dal voto popolare del 4 di marzo.

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I partiti che più hanno avuto quel giorno in termini di consenso fortemente chiedono (Salvini) o almeno provano a sfilarsi dal tradizionale allineamento con gli Usa e i paesi cardine della Nato, cioè Francia e Gran Bretagna.

Allineamento tradizionale, tanto tradizionale da datare dal secondo dopo guerra, ormai da 70 anni. Da settanta anni posizioni neutraliste in politica estera ce ne sono certo state in Italia. Spesso in osmosi e collaborazione con posizioni pacifiste e non di rado in alleanza con posizioni terzomondiste. Per non dire dei comunisti a lungo (ma non più di fatto dagli anni Ottanta) legati e condizionati dall’affiancare lo schieramento sovietico. (Si veda ad esempio il filo arabismo di buona parte della sinistra italiana figlio dell’allora ruolo dell’Urss nel Medio Oriente). Ci sono stati neutralismi, pacifismi. In coscienza e in ragione. E c’è sempre stato in Italia in questi settanta anni un filone di anti-americanismo, anzi due. Uno di natura neo fascista, l’altro opposto e colorato di rosso politico.

Neutralismi, pacifismi, anti americanismi…ma in 70 anni sempre e solo nutriti e alimentati da chi non stava al governo del paese. Stavolta è la prima volta che chi sta andando al governo del paese nutre e condivide qualcosa che neutralismo, pacifismo e anti americanismi non è ma a suo modo tutte e tre queste posizioni le comprende. Quel qualcosa è il sovranismo.

La chiara richiesta di Salvini di sfilarsi dall’allineamento con Usa, Francia e Gran Bretagna non è avversione a Trump guerriero ma è due di picche a Trump se chiama a combattere con lui. Il sovranismo di Salvini è: primo, non farsi male, starne fuori. E’ il farsi i fatti propri elevato a politica internazionale. Con in più l’occasione, gradita a Salvini, di fare un favore, piccolo ma prezioso, a Putin.

M5S è meno drastico nel mollare e chiamarsi fuori. Più prudente nei toni e nella sostanza. Ma M5S condivide con il suo elettorato (e non potrebbe essere diversamente) la cultura profonda del diritto cui non corrisponde dovere. Detto altrimenti: diritto alla sicurezza cui non corrisponde dovere di spese militari, diritto alla protezione degli alleati cui non corrisponde dovere di onorare l’alleanza. E’ una cultura profonda (mica solo in politica internazionale), è ormai una sorta di cultura nazionale. E quindi M5S prova a sfilarsi e, alle strette, si sfilerà.

Importa certo che Lega e M5S chiedano e provino a sfilarsi da Trump su una cosa dai contorni pochi chiari, a dir poco. Nemmeno dieci giorni fa Trump aveva annunciato il ritiro dei soldati americani in Siria, 24 ore fa ha annunciato via twitter missili americani in arrivo sulla Siria. Via twitter! Come un bambinone mai cresciuto che messaggia, bullamente messaggia. Il tweet arrivano i missili era diretto a Mosca. Che cosa è una cosa in cui il presidente Usa gioca alla guerra via smartphone?

Enormi sono i rischi e le incognite dell’attacco di Trump alla Siria. Quindi sfilarsi può anche essere saggio. Disastri da interventi militari sono già stati compiuti e sono evidenti: l’Iraq dopo Saddam, la Libia dopo Gheddafi…Molti e doverosi sono i dubbi su quanto fatto su input di Washington, Londra o Parigi negli ultimi decenni.

Ma altrettanto indubbio è che per la prima volta nella storia post bellica d’Italia le forze che presto saranno governo e che sono maggioranza nell’elettorato esprimono una voglia di sfilarsi dagli obblighi di alleanze, anche militari, consolidate in 70 anni. E lo fanno in nome di un sovranismo che al fondo ha lo stesso Dna dell’autarchia, del farsi da soli e solo i fatti propri.

Fuori dalla Ue se ci sembra che la Ue non ci faccia fare i fatti nostri intesi come più deficit e debito. Fuori dall’euro se ci sembra l’euro ci renda impossibile i fatti nostri sotto forma di pensioni a 62 anni e reddito di Stato a chi non lavora. Fuori dalle sanzioni alla Russia se la Russia cambia i confini di Europa, perché le sanzioni ci impediscono di farci i fatti nostri sotto forma di esportazioni alla Russia. Fuori dai commerci internazionali almeno qua e là, quando i mercati aperti ci impediscono di farci i fatti nostri sotto forma di protezionismo a nostre imprese e settori assistiti (agricoltura in prima fila, ma non solo). Fuori dalla competizione nella gara internazionale delle competenze se questa ci impedisce di farci i fatti nostri sotto forma di scuola e università appunto non competitive e non competenti…

E’ un sovranismo dei fatti propri la visione della nuova Italia che per questo chiede e prova a sfilarsi dalla mattana di Trump. Ci si sfila non perché l’attacco alla Siria sia una mattana ma perché la nuova idea di popolo e di governo è di farsi sempre, comunque, dovunque i fatti propri. Idea che convince, affascina, arruola. E che un po’ in Italia governa. Idea che ha un solo limite, sul pianeta e nei millenni di storia umana: i fatti propri separati da quelli degli altri semplicemente non esistono.