“Tu evasore, io Superman, anzi di più”. Berlusconi vate, signore e condottiero: fare finta di niente

Pubblicato il 2 Settembre 2009 14:16 | Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2010 18:41

Finta di niente, facciamo finta di niente. Un capo di governo dà dell’ “evasore fiscale dichiarato” a un direttore di quotidiano. Si può fare, come no. Solo che dodici, massimo ventiquattro ore dopo o si dimette il capo di governo per aver denunciato un reato che non c’è e aver minacciato un cittadino e intimidito non un giornale ma il diritto di tutti all’informazione, oppure si dimette il direttore perché, Guardia di Finanza alla mano, è dimostrato colpevole. Sì, sta a vedere: dove mai succede una cosa del genere? In tutti i paesi del mondo occidentale. E’ la gente che non tollera possa finire altrimenti, è la gente che lì non fa finta di niente. E se non piace, anzi stufa il paragone con gli altri paesi, succedeva anche da noi, fino a un decennio fa o giù di lì. Infatti non era mai successo il contrario. Da quando? Da quasi settanta anni.

Un capo di governo, l’occhio un po’ fisso, la mascella alquanto serrata, scandisce: “Io sono superman, superman fa ridere a confronto con me”. Se lo stesso lo fa un nonno, un papà, uno zio, un figlio, allora la moglie, la sorella, i nipoti, la prole e i parenti tutti, insieme agli amici, si inquietano un po’, vanno in apprensione per il loro caro. Ma noi invece facciamo finta di niente, qualcuno, anzi molti, sorridono pure, sorriso di compiacenza a compiacere “Superman”.

Facciamo finta di niente: messa davanti a quattro opzioni da scegliere sulla sorte di chi tenta di arrivare per mare in Italia, la gran parte della pubblica opinione stila la seguente classifica. Prima opzione preferita: non farli arrivare. Seconda: rimandarli indietro. Terza: lasciarli affogare. Farli sbarcare arriva buon’ ultima. E’ l’umore nazionale e facciamo finta di niente.

Un ministro del Tesoro spiega che la colpa di ogni crisi economica, anzi della stessa ineguaglianza dell’economia e del reddito, è della finanza internazionale, alleata con la consorteria degli economisti, alleata con la sinistra politica. Facciamo finta di non averlo già sentito, anzi già letto. Dove, sui giornali? No, sui libri di storia. Un ministro degli Esteri fa eco al suo premier e intima all’Europa di tacere se non autorizzata da Roma. Roma non tollera inique parole, facciamo finta di non sentire la lontana ma distinta eco di quando Roma imputava all’Europa inique sanzioni.

Nei telegiornali ci sono parole, ormai un intero elenco di parole vietate: i giornalisti hanno metabolizzato la paura a pronunciarle e fanno finta di niente. Nelle cronache c’è un leader padano che si dice cristianissimo e infatti informa che il crocefisso lo tiene sulla porta di casa e lo accarezza come portafortuna. Facciamo finta di niente: una battuta. “Una battuta”: formula perfetta coniata per far finta di niente.

Qua e là sulla rete compaiono dei giochi, uno degli ultimi era: “Rimbalza il clandestino”. Abbiamo fatto finta di niente, era un gioco. E facciamo dunque un gioco anche noi: come si chiama, come la storia delle dottrine politiche chiama qualcosa di italianissimo, con grande base di massa, nata a difesa della “roba”, cioè la ricchezza accumulata in un’economia poco di mercato e di poche regole, cementata e ingrandita dalla lotta al comunismo, imperniata sulla persona del capo che lavora anche di notte, la luce sempre accesa, dichiaratamente avversaria o almeno ostile verso l’idea anglosassone della democrazia, sicura che l’Italia proprio per le sue caratteristiche anti moderne uscirà più forte e più bella che pria dalla grande crisi economica, che alla Chiesa cattolica faceva regali, ma da cui la Chiesa cattolica si teneva culturalmente lontana e capace infine di sviluppare avversione e legislazione punitiva verso altra etnia?

Se vi viene in mente qualcosa, fate finta di niente. Altrimenti potreste fare la figura di quello che esagera, di quello che è rimasto fermo ai libri del liceo, di quello che annoia, di quello fissato, di quello che non sa e non capisce. Fate finta di niente e non dite a nessuno che succede sempre così, che comincia sempre così: con quelli che ci sono in mezzo che per prudenza, prospettiva e timore di esagerare non vedono o, semplicemente non riescono a credere a quel che vedono. Fate finta di niente, altrimenti cadrete nell’errore capitale: quello di non farvi i fatti vostri.

Farsi i fatti propri e per il resto fare finta di niente: un’astuzia più contagiosa di qualunque influenza, trasmissibile da generazione in generazione, contro la quale non funziona più neanche il vaccino più potente della storia a suo tempo somministrato a un intero popolo.