Tumulti Camera, processo a 40 deputati. Primo è Dambruoso, secondo Di Battista

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 febbraio 2014 16:26 | Ultimo aggiornamento: 4 febbraio 2014 17:14
La sequenza della gomitata di Dambruoso a Loredana Lupo

La sequenza della gomitata di Dambruoso a Loredana Lupo

ROMA – Tumulti alla Camera, i più recenti sono durati 2-3 giorni: le “telecamere” di sorveglianza, cioè le relazioni dei questori, hanno individuato 40 deputati/imputati. Imputati di comportamento scorretto e quindi tumultuoso, tra i 40 soprattutto quelli di M5S.

Di tutti, l’ufficio di presidenza di Montecitorio dovrà valutare i comportamenti tenuti durante la seduta del 29-30 gennaio, poi nelle Commissioni, poi nel voto di fiducia del 24 gennaio. Tutti i deputati dovranno essere sentiti tra giovedì e lunedì. Il primo dei 40, quello che da imputato è già a un passo dall’essere riconosciuto colpevole, è Stefano Dambruoso, il parlamentare-questore di Scelta Civica che ha colpito con una gomitata la grillina Loredana Lupo. Il comportamento di Dambruoso nella seduta del 29 gennaio scorso in aula “è risultato estraneo dalle funzioni da questo ricoperte”, è quanto si legge nella relazione all’ufficio di presidenza dei due questori incaricati di svolgere le indagini, Fontanelli e Fontana.

Se il primo più colpevole dei 40 è Dambruoso, il secondo è certamente Alessandro Di Battista, il cui comportamento i questori valutano di “eccezionale gravità”. Prevalentemente M5s “ha adottato comportamenti che, esulando da ogni forma legittima di ostruzionismo o di contestazione, sono stati finalizzati a ostacolare materialmente, vale a dire attraverso forme fisiche di impedimento, il funzionamento degli organi parlamentari e a precludere ad altri deputati la possibilità di esercitare le proprie funzioni”. Dunque il primo colpevole quasi accertato è lo “sgomitatore” non involontario Damburoso, il secondo è il capo tumulti Di Battista e molti altri di M5S seguiranno nell’elenco a quanto affermano i questori di Montecitorio.

Per esempio nella relazione viene spiegato che “avevano luogo contatti fisici tra i deputati e gli assistenti parlamentari che tentavano di trattenerli. In particolare, la deputata Silvia Benedetti mordeva il braccio di un assistente parlamentare che stava tentato di impedirle di sedersi sui banchi del governo”. Sulla base di questa relazione l’ufficio di presidenza della Camera deciderà quali sanzioni applicare.