Ricerca Censis, Emma Bonino: “In Italia le donne in tv hanno voce solo in bikini”

Pubblicato il 27 maggio 2010 17:08 | Ultimo aggiornamento: 27 maggio 2010 17:23

Emma Bonino

“In tv le donne se non hanno il bikini, non vanno bene”: così Emma Bonino, vicepresidente del Senato, descrive l’immagine che il piccolo schermo dà delle donne.

Bonino è intervenuta a un incontro organizzato da ‘Appello Donne e Media’, l’associazione promossa da Gabriella Cims, che ha proposto 11 emendamenti al Contratto di servizio pubblico in discussione in commissione di Vigilanza perché la Rai diffonda un’immagine delle donne che corrisponda alla realtà.

Una realtà che, secondo una ricerca del Censis realizzata per l’occasione, vede le donne aspirare soprattutto all’affermazione della libertà individuale (80 per cento), alla realizzazione professionale (66 per cento) e all’autonomia economica (56 per cento).

Dati ignorati dalla tv, dove le donne non hanno voce (53 per cento), sono associate a temi come moda, sesso, spettacolo e bellezza (43 per cento) e solo nel 2 per cento dei casi a temi come impegno sociale”.

“Siamo all’inizio di una lunga battaglia culturale – ha detto la Bonino – che necessita di norme e del coinvolgimento delle istituzioni”. Gli obiettivi di ‘Appello Donne e Media’ hanno avuto il sostegno di una settantina di parlamentari e di oltre 6.000 donne.

“La presenza femminile nei contenitori ‘politicamente corretti’ come Annozero e Che tempo che fa – ha aggiunto Bonino – ha una percentuale da prefisso telefonico. In generale l’impegno femminile non viene rappresentato, è come se non esistesse”.

Gabriella Cims ha riconosciuto la “sensibilità” dimostrata dalla commissione di Vigilanza e dalla Rai rispetto agli inserimenti richiesti nel Contratto di servizio. Ma c’è ancora molto da fare: “Saremo vigili e presenti perché gli emendamenti non restino sulla carta. Vogliamo aprire un tavolo di riflessione e confronto con le istituzioni e convocheremo al più presto il comparto industriale, compresi i produttori di videogiochi, per migliorare l’immagine delle donne sui media, per valorizzare il loro ruolo nella società e nell’economia”.

A novembre Appello Donne e Media ha inviato una lettera aperta alle istituzioni con “precise proposte che stanno diventando riforme”, ha aggiunto Gabriella Cims, per la quale “il sostegno del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che per primo ha dato forza all’iniziativa, è un segnale che ci incoraggia. Ma credo che il servizio radiotelevisivo pubblico debba dare il primo segnale di cambiamento. Come chiedono le donne, che rappresentano oltre la metà degli spettatori”.