“Se sei ubriaca sei responsabile”. La gaffe del Comune di Ferrara scatena le polemiche

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Settembre 2020 12:17 | Ultimo aggiornamento: 25 Settembre 2020 12:17
"Se sei ubriaca sei responsabile". La gaffe imperdonabile del Comune di Ferrara

La campagna contro la violenza del Comune di Ferrara (Il post prima e dopo)

Bufera sul Comune di Ferrara per la campagna contro la violenza sulle donne.

“Se sei ubriaca sei in parte responsabile dello stupro”. E’ la frase choc scelta dal Comune di Ferrara per la campagna contro la violenza sulle donne. 

Parole che in realtà rappresentano il pensiero del 15% degli italiani, così come rilevato dall’Istat. Ma che il Comune di Ferrara, guidato dal leghista Alan Fabbri, ha inavvertitamente postato così, senza alcuna spiegazione.

Immediate le reazioni di protesta. “Vomitevole”, sentenzia qualcuno. “Da donna mi sento enormemente offesa e disgustata”, aggiunge un’altra. 

E ancora: “Complimentoni alla vostra agenzia marketing! Che geniacci, pubblicare una frase simile senza aggiungere nemmeno due righe in più a chiarimento del contenuto”. 

“Mi disgusta questo messaggio, una svista enorme”. E in effetti di grave svista si è trattato, così come spiegato dalla stessa amministrazione in un successivo messaggio di scuse.

Le scuse del Comune

“Il Comune di Ferrara condanna ogni forma di violenza contro le donne”, si legge nel post riparatore.

La nuova immagine spiega che “il virgolettato si riferisce a una frase che, secondo l’Istat, purtroppo pensa il 15% degli italiani”.

“A fronte di questo contenuto – prosegue la nota –  tanti di voi hanno provato la reazione più giusta e sana: rabbia. Per questo lo vogliamo chiarire una volta in più per non lasciare spazio a dubbi: il Comune di Ferrara condanna ogni forma di violenza contro le donne”.

“Quella che avete letto in precedenza è una frase che, in nessun modo, può rispecchiare il pensiero del Comune di Ferrara e di tutti i partner che si sono affiancati al progetto di promozione dell’Agenda 2030 dell’Onu”.

La campagna è infatti sponsorizzata anche dalla Regione, con tanto del logo Ue a certificare che il progetto è finanziato dall’Unione europea.

“Ci scusiamo se il post ha urtato la sensibilità dei cittadini o veicolato un messaggio controverso – aggiungono – Ribadiamo con forza e chiarezza che il Comune di Ferrara è dalla parte di tutte le donne vittime di violenza”.

“Questo fraintendimento lancia però anche un segnale positivo: tanti cittadini che hanno letto il post si sono indignati, questo ci lascia ben speranza affinché quel 15% un giorno si riduca a zero”.

La Regione Emilia Romagna prende le distanze.

Nella la presa di distanza della Regione Emilia-Romagna, per bocca dell’assessore alle Pari opportunità Barbara Lori.

“Il post è del tutto inaccettabile – dice – Così come non è accettabile che sia il risultato di una campagna sulla diffusione degli obiettivi dell’Agenda 2030, fra cui la parità di genere, sostenuta dalla Regione”.

“Una card del tutto decontestualizzata rispetto al piano editoriale. Verificheremo le responsabilità di quanto accaduto. E di come sia stato possibile diffondere un simile contenuto che non può essere in alcuna maniera associato alla Regione attraverso l’utilizzo del proprio logo”. (Fonte: Facebook).