Ue promuove Job act di Renzi. Cisl: “Favorevoli”. Giovannini: con quali soldi?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 gennaio 2014 14:12 | Ultimo aggiornamento: 9 gennaio 2014 14:12
Ue promuove Job act di Renzi. Cisl: "Favorevoli". Giovannini: con quali soldi?

Ue promuove Job act di Renzi. Cisl: “Favorevoli”. Giovannini: con quali soldi? (Foto LaPresse)

ROMA – “Il Job Act è un nuovo programma che va nella direzione auspicata dall’Unione europea“. Laszlo Andor, commissario Ue per il Lavoro, promuove il Job Act dal segretario Pd Matteo Renzi. “Ne dobbiamo discutere ma siamo tendenzialmente favorevoli”, ha commentato Raffaele Bonanni, segretario della Cisl.

E mentre Renzi spiega che il Job Act è solo una bozza, e chiede “idee, critiche e commenti”, il ministro Enrico Giovannini spiega che la proposta “non è nuova, ma va dettagliata meglio” e “richiede forti investimenti”. Soldi che, al momento, non sono nelle casse dello Stato.

Il commissario Ue per il Lavoro ha detto: “Le proposte contenute nel Job Act promosso dal segretario del Pd Matteo Renzi, anche se non ancora definitive, rappresentano un nuovo programma e sembrano andare nella direzione auspicata dall’Ue in questi anni”. Per Andor, infatti, occorre ”rendere il mercato del lavoro più dinamico ed inclusivo, affrontando i temi delicati della disoccupazione giovanile e dell’occupazione delle donne”.

Tra le questioni che incidono di più sulla situazione italiana il commissario Ue sottolinea: ”L’eccessiva segmentazione del mercato del lavoro”, ”il gap generazionale tra le persone colpite dalla disoccupazione”. Quindi Andor ribadisce come il Job Act ”stia andando nella direzione sostenuta dall’Ue nell’ultimo periodo” anche se ”aspettiamo i dettagli”.

Bonanni, intervistato da SkyTg24, ha commentato: “Ne dobbiamo discutere ma siamo tendenzialmente favorevoli”. Il segretario della Cisl ha spiegato che la “flessibilità” va bene “a patto che venga pagata di più” e piace l’idea “di dare forza a un solo contratto ed eliminare quei contratti civetta che servono solo per pagare meno le persone, specie giovani”.

Il ministro del Lavoro Giovannini, intervistato da Radio 1, ha detto:

“La proposta di Renzi sulla natura dei contratti e le tutele ad essi collegati non è nuova, ma va dettagliata meglio. C’è poi da dire che molte delle proposte presentate da Renzi in questa lista prevedono investimenti consistenti”.

Giovannini ha poi aggiunto:

“Nel passato vi sono state due proposte contrapposte: una dei professori Boeri e Garibaldi nella quale l’azienda può più facilmente interrompere un rapporto di lavoro al’inizio attraverso un indennizzo monetario, per poi invece con il passare degli anni lavorati tornare per il lavoratore a una situazione standard, quella protetta dall’articolo 18; una proposta invece del professore Ichino in cui  l’articolo 18 entra in campo solo dopo molti anni. Quindi bisogna  capire di cosa si sta parlando”.

Il ministro ha poi spiegato come

“noi adesso abbiamo ogni trimestre  circa 400 mila assunzioni a tempo indeterminato e circa 1 milione e 6 a tempo determinato. Allora riuscire a trasformare contratti precari in contratti di più lunga durata è un obiettivo assolutamente condivisibile, che però in un momento di grande incertezza come questo molte imprese siano disponibili ad andare in questa direzione è un fatto fa verificare”.