Unioni civili gay: adozioni? Sì, no, senza utero in affitto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Ottobre 2015 15:06 | Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2015 17:43
Unioni civili, le adozioni il pomo della discordia

Unioni civili, le adozioni il pomo della discordia

ROMA – Lo hanno detto ieri, ribadito oggi e nulla lascia pensare che non lo ripeteranno anche domani 14 ottobre, il giorno in cui il disegno di legge Cirinnà Bis sulle Unioni civili debutterà in Parlamento. Nelle forze di maggioranza intesa sul tema e sul testo non c’è. E non c’è soprattutto sulla questione dell’adozione da parte delle coppie omosessuali. Ci vorrà comunque tempo: nella migliore delle idee un testo (impossibile dire quanto modificato rispetto alla Cirinnà bis) diventerà legge non prima di gennaio dell’anno prossimo.

L’oggetto della questione è essenzialmente quello delle adozioni. Il testo prevede infatti che all’interno di una coppia omosessuale si possa adottare il figlio del partner avuto in una precedente relazione. E’ la cosiddetta stepchild adoption, un istituto anglosassone in uso in diversi paesi europei. Sia in quelli che permettono l’adozione alle coppie omosessuali come la Spagna, sia a quelle che non la permettono come la Germania. Più che sulla questione il disaccordo è sul modo in cui è scritta la norma. Per dirlo in modo semplice, infatti, una cosa è che due dello stesso sesso possono adottare il figlio del partner. Ma se i due si mettono d’accordo e se il figlio lo fanno fare da una signorina che in qualche modo, aggirando le norme, mette a disposizione l’utero?

L’utero in affitto, in ogni caso, non è oggetto di discussione, almeno formalmente. Era pratica vietata prima e lo resterà anche in caso di approvazione della Cirinnà senza nessuna modifica. Alfaniani & co, per non sapere né leggere né scrivere, si dicono comunque totalmente contrari anche alla stepchild adoption e lo stesso Pd, diviso come al solito su temi di diritti civili e/o eticamente sensibili, punta sulla libertà di coscienza al momento del voto.

Altro discorso, e possibile approdo di compromesso, è quello dell’affido. In caso di coppia omosessuale invece che far adottare il figlio gli si concede l’affido. Poi sarà il bambino, compiuti i 18 anni, a scegliere. E’ un compromesso possibile ma per ora gli alfaniani, con l’esclusione di Fabrizio Cicchitto, fanno capire di non voler mediare. E allora la possibiltà è quella di una maggioranza alternativa: Pd e M5s. Ncd protesta e strepita ma non sarebbe la prima volta. Basta andare indietro di un po’ di anni: divorzio e aborto divennero legali con una maggioranza che nulla c’entrava con quella Dc che allora era forza egemone nel Paese.

Il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha detto: “Sono ben lieto che ci sia stata una posizione unitaria e di vertice del gruppo FI al Senato sul no alle adozioni gay. Il testo proposto dal Pd apre, invece, alla compravendita dei figli e alla aberrante pratica dell’utero in affitto. Ed è intollerabile che su una questione così delicata si voglia accelerare portando subito il provvedimento in Aula. Una scelta contro legge, perché viola l’art. 72 della Costituzione e l’art. 44 del regolamento per cui le proposte di legge devono essere esaminate prima dalle commissioni e poi dall’Assemblea.

Tra l’altro sulle unioni civili non c’è stato alcun ostruzionismo che giustificherebbe questa forzatura gravissima. Il Presidente Grasso non si renda complice di un atto intollerabile, andando contro la Costituzione. Portare in Aula un testo così controverso e sul quale non c’è stato dibattito sarebbe una vergogna assoluta e l’ennesimo strappo alle regole dopo i tanti già compiuti”.