Nastri illegali su Fassino, pm chiede il processo per Silvio Berlusconi

Pubblicato il 22 Settembre 2011 12:22 | Ultimo aggiornamento: 22 Settembre 2011 12:31

MILANO, 22 SET – Il pm di Milano Maurizio Romanelli, su ordine del gip Stefania Donadeo, ha chiesto il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi imputato di concorso in rivelazione del segreto d’ufficio per la vicenda dell’intercettazione Fassino-Consorte ai tempi della tentata scalata di Unipol a Bnl.

La notizia è legata a un’intercettazione non trascritta ma pubblicata dal quotidiano Il Giornale. Quei nastri furono illegalmente ottenuti e pubblicati e furono, secondo il Gip, “un regalo per le elezioni”. Così secondo il giudice dovrebbe rispondere non solo Paolo Berlusconi, editore del Giornale già rinviato a giudizio tre mesi fa, ma anche suo fratello e presidente del Consiglio Silvio per concorso in rivelazione di segreto d’ufficio.

Al centro della vicenda c’è proprio una conversazione segreta tra il presidente di Unipol Giovanni Consorte e l’allora leader dei Ds Piero Fassino del luglio 2005, in cui Fassino chiedeva scherzosamente: “Allora abbiamo una banca”. L’intercettazione venne pubblicata da Il Giornale il 31 dicembre 2005, ma non era ancora depositata agli atti, né trascritta o riassunta, ma esisteva solo come file audio nei computer dei pm, degli ufficiali della Guardia di Finanza, e dell’azienda privata Research control system (Rcs) che per conto della Procura svolgeva le intercettazioni.