150 Unità: Calderoli minaccia di disertare le celebrazioni. E’ polemica

Pubblicato il 3 Maggio 2010 10:41 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2010 12:53

Roberto Calderoli durante la trasmissione "In 1/2 ora"

Intervistato da Lucia Annunziata, il ministro Roberto Calderoli non ha esitato a dichiarare inutili i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia. L’antica ostilità leghista verso qualsiasi sentimento patriottico viene quindi riconfermata al livello più alto della dirigenza del Carroccio. E non aiuta il chiarimento l’ultimo caso di esibito disprezzo della bandiera di cui si è reso protagonista un assessore leghista del varesotto per il quale il tricolore è “carta igienica”.

«È la dimostrazione che Fini ha posto un problema reale, al punto tale che La Russa ha dovuto criticare l’atteggiamento di Calderoli, il quale evidentemente, è andato troppo avanti. Ecco perché il Pdl deve svolgere un ruolo non di controllo ma di guida». Il viceministro allo Sviluppo Economico, Adolfo Urso, commenta così le parole del ministro che ha fatto balenare l’ipotesi di una non sicura presenza della Lega a Genova mercoledì prossimo, quando il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, darà inizio ai festeggiamenti per l’anniversario dell’Unità d’Italia.

«La celebrazione in sé ha poco senso. L’anniversario deve essere il momento per approntare le soluzioni, non solo per alzare la bandiera» aveva detto Calderoli. Affermazioni che alimentano la diffidenza dei finiani verso il Carroccio. «Metteremo la Lega alla prova, su questo non faremo sconti – aggiunge Urso -. Proprio per questo abbiamo chiesto che il Pdl debba essere il partito guida della coalizione, in un’ottica di solidarietà nazionale».

Immediato invece il sostegno da parte del titolare dei Beni culturali, Sandro Bondi: «Il ministro della Lega ha sostenuto che il modo migliore di ricordare l’Unità d’Italia è quello di realizzare il federalismo. Anzi ha detto che il federalismo corona l’unità italiana. Non c’é stato dunque alcun accento irridente né tantomeno di dissociazione rispetto a questa celebrazione e neppure nei confronti del valore dell’unità nazionale». Intervistato dal Corriere della Sera, Bondi dice di condividere «questo modo di celebrare il 150.mo anniversario della nostra unità nazionale: non in modo retorico ma sobrio, e avendo cura di rivalutare e di valorizzare anche le tradizioni federaliste, vive nel nostro Risorgimento, nella cornice di dell’unità nazionale».

In un’intervista a Repubblica, il senatore a vita Giulio Andreotti difende il significato dell’anniversario: «Calderoli sbaglia. Mi pare che celebrare solennemente l’Unità sia un dovere e non un’opzione facoltativa», Attraverso le celebrazioni, sostiene Andreotti, «si può costruire una base di discussione sul futuro del nostro Paese».

Intanto la polemica sull’Unità approda su Facebook. Sul popolare social network è apparso un gruppo dal nome “Io il tricolore lo uso cosi'”, con la bandiera italiana rappresentata come carta igienica che ha scatenato un’accesa polemica a Malnate, comune in provincia di Varese. Infatti fra gli iscritti alla pagina del popolare social network figurerebbe anche l’assessore ai Servizi sociali Barbara Mingardi, della Lega Nord, della quale l’opposizione, come riportano alcune testate locali, ha chiesto “le immediate dimissioni”. «Oltre che essersi iscritta al gruppo, l’assessore ha postato un messaggio nel quale scrive: “Il trico non lo vorrei vedere nemmeno in bagno… meglio abolirlo e basta”», ha spiegato Eugenio Paganini, capogruppo del Pd in consiglio comunale. «Pretendiamo che chieda scusa ai cittadini, e che si dimetta – ha continuato – perché la sua non é una semplice opinione ma un’espressione di puro disprezzo verso il simbolo che rappresenta».

L’opposizione ha letto la richiesta durante un acceso consiglio comunale, chiedendo infine che il sindaco trasmetta i documenti alla Procura di Varese “per valutare se sono ravvisabili gli estremi del reato di vilipendio alla bandiera nazionale”. Il sindaco Sandro Damiani, eletto con una lista civica di centrodestra, esprime “piena fiducia nell’assessore” e si riserva “un’attenta valutazione” della vicenda.