Unità d’Italia, 150 anni. Scuole aperte o chiuse il 17 marzo?

Pubblicato il 11 Febbraio 2011 19:41 | Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio 2011 19:49

ROMA – Scuole aperte o chiuse il 17 marzo? La politica ancora non è riuscita a trovare una sintesi delle diverse posizioni. Il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini ha difeso la sua posizione – tutti in classe quel giorno a parlare di Risorgimento – e pare assodato che una circolare in proposito arrivera’ solo dopo che il Consiglio dei ministri avra’ deciso come meglio valorizzare l’anniversario dell’Unità d’Italia.

Intanto, però le regioni stanno optando per il ‘fai da te’, con una forte propensione a lasciare a casa gli studenti. Nella Capitale e nel Lazio il 17 le scuole rimarranno chiuse: è questo l’orientamento dell’amministrazione regionale guidata da Renata Polverini che ha incassato il plauso del ministro della Gioventu’ , Giorgia Meloni: ”è una scelta importante e dal grande significato, sono felice che ai giovani del Lazio venga data la possibilita’ di celebrare adeguatamente la festa dell’Unità d’Italia”.

Istituti chiusi pure ai due capi del Paese: in Sicilia per decisione della giunta guidata da Raffaele Lombardo e in Alto Adige dove chiuderanno pure gli uffici provinciali. Niente lezioni in Basilicata: lo ha deciso il Presidente della Regione, Vito De Filippo (Pd). Propensa alla chiusura la regione marche: ”Un provvedimento formale non è ancora stato adottato – ha spiegato l’assessore regionale all’Istruzione Marco Luchetti – ma l’orientamento è questo” In Puglia, invece, ragazzi in classe, a meno che non giunga una circolare di diverso avviso da viale Trastevere. Il calendario scolastico – ha ricordato il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Lucrezia Stellacci – è di competenza della Regione mentre le chiusure per le feste nazionali e le date degli esami sono stabilite dal ministero. Sinora – ha fatto notare – da Roma non e’ arrivata alcuna disposizione che stabilisca la chiusura delle scuole. Prof e studenti in aula pure in Campania. Una decisione, quella dell’assessore all’Istruzione della Regione, Caterina Miraglia, che e’ stata adottata ”proprio perche’ l’evento sia celebrato nel modo migliore, consegnando al mondo dell’istruzione le modalita’ per ravvivare questa ricorrenza, con un tema, una ricerca o qualsiasi altra attività che coinvolga gli studenti”.

Il Veneto per ora non ha preso decisioni. ”Sto aspettando indicazioni dal governo, ma se fosse per me dovrebbe essere giorno di festa nazionale” ha dichiarato l’assessore veneto all’istruzione Elena Donazzan (Pdl). Attende la decisione del Governo pure la Regione Umbria anche se la chiusura viene ritenuta dall’assessore all’istruzione, Carla Casciari, l’opzione migliore per conferire solennita’ alla ricorrenza. E in Piemonte la risposta dell’assessore regionale all’Istruzione, Alberto Cirio è interlocutoria: ”Non ne abbiamo discusso, se si porrà il problema ne parlerò con il presidente Cota”.

La questione è complicata perché le competenze sono diverse: i Comuni possono chiudere le scuole in alcune circostanze (neve, emergenze ecc..), le Regioni hanno la competenza sul calendario scolastico e secondo alcuni non e’ del tutto scontato che sarebbero obbligate ad adeguarsi nel caso arrivasse una circolare da viale Trastevere. Stamani Mariastella Gelmini ha assicurato ancora una volta che non c’è alcun appiattimento sul Carroccio e tantomeno l’intenzione di fare uno sfregio all’Unita’ d’Italia. ”Al contrario penso che in questo momento di crisi economica dobbiamo fare un atto d’amore verso il nostro paese”. C’e’ da scommettere che al prossimo consiglio dei ministri ci si accapiglierà di nuovo.