Università/ Il ministro Gelmini presenta la riforma. Meno sprechi, premi al merito e un’Agenzia sulla trasparenza

Pubblicato il 14 Luglio 2009 16:52 | Ultimo aggiornamento: 14 Luglio 2009 16:52

Eliminare sprechi e corsi di laurea inutili. Revisione del sistema di reclutamento dei professori e un’Agenzia nazionale per valutare la qualità e la trasparenza degli atenei italiani. Questa, in sintesi, la riforma dell’Università che il ministro Maria Stella Gelmini ha illustrato a margine di un incontro organizzato dal Pdl su questo argomento. A discuterne anche i capigruppo del Pdl al Senato, Gaetano Quagliariello e Maurizio Gasparri, e il ministro dell’Economia Giulio Tremonti.

«Bisogna avere coraggio di cambiare l’Università- ha detto Gelmini – non difendendo lo status quo ma premiando i giovani meritevoli, i nuovi ricercatori e le Università che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi e i corsi inutili». Fra i principali contenuti, in materia di diritto allo studio, vi è la delega al Governo per riformare organicamente la legge 390 del 1991, in accordo con le Regioni, con l’obiettivo dichiarato di «spostare il sostegno direttamente agli studenti per favorire l’accesso agli studi superiori e la mobilità», si legge in una nota del Ministero.

Per gli atenei vi sarà la possibilità di fondersi o aggregarsi, il dimezzamento dei settori scientifico-disciplinari, la delega al ministro per riorganizzare i dottorati. Quanto alla governance delle università, la riforma introduce un codice etico, limita a 8 anni il mandato dei rettori, distingue le funzioni fra Senato accademico e cda e ne fissa un limite massimo di componenti, rende a maggioranza esterna i nuclei di valutazione d’ateneo.

Sul fronte del reclutamento e dello stato giuridico dei docenti introduce componenti stranieri nelle commissioni di abilitazione nazionali. I professori dovranno svolgere 1.500 ore annue di cui almeno 350 per docenza e servizi agli studenti. Gli scatti di stipendio saranno solo sulla base del merito.

«Nei prossimi giorni presenteremo l’Agenzia nazionale della valutazione dell’università e ricerca, che servirà per fare chiarezza e introdurre trasparenza», ha detto il ministro. L’Agenzia avrà lo scopo di evitare «denaro a pioggia per alimentare sedi distaccate inutili, corsi di laurea che producono disoccupati e pochissima attenzione a qualità e merito». Gelmini si augura inoltre che la riforma verrà varata con il sostegno, almeno in parte, dell’opposizione.

A questo riguardo il ministro avverte: «Non bisogna accampare il problema delle risorse come ostacolo alla riforma: dobbiamo usare al meglio quanto abbiamo a disposizione. Noi abbiamo cominciato con un 7 per cento di fondo di finanziamento statale che, per la prima volta, non verrà erogato a pioggia ma in base alle logiche della ricerca e della didattica. Occorre coniugare autonomia e responsabilità – ha concluso – e questo si fa introducendo trasparenza e regole chiare nella gestione del denaro pubblico».