Università, pochi prof e ricercatori in sciopero: parte l’anno ma le lezioni “zoppicano”

Pubblicato il 22 Ottobre 2010 9:56 | Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre 2010 9:56

Mariastella Gelmini

Parte, anche se a singhiozzi, l’anno accademico nelle Università italiane. Con una riforma che è stata rimandata a data da definirsi, i soldi che non ci sono, gli studenti in piazza e i ricercatori a braccia conserte. Questi ultimi, per protesta, hanno deciso, compatti, di non fare lezione, visto che la riforma Gelmini prevede che le lezioni possano essere svolte solo dai professori. Ma di prof ce ne sono pochi, visto che quelli che vanno in pensione non vengono rimpiazzati. Il record si è avuto nella Facoltà di Giurisprudenza a Roma, dove contro 27 “uscite” ci sono state zero assunzioni.

Se i ricercatori non insegnano, le Università si organizzano, ognuna a modo suo. Alla Statale di Torino tutti i corsi tenuti dai ricercatori in “sciopero” sono stati rinviati al secondo semestre. A Roma e Napoli gli studenti che seguono la stessa materia in facoltà diverse sono stati uniti in un’unica classe. Ad Archittettura di Napoli hanno diminuito le ore dei corsi così che uno stesso prof possa insegnare diverse materie e tenga più corsi in un giorno.  Poi ci sono anche gli Atenei che hanno deciso di tagliare, per il momento, le lezioni per cui non si trova un prof disponibile. E’ il caso, eclatante, di Astrofisica alla Sapienza.