Università, Pd, Idv e Sel difendono gli studenti. Sacconi: “Vadano a studiare”

Pubblicato il 30 Novembre 2010 12:51 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2010 13:06

La politica reagisce alla mobilitazione degli studenti. Commenti dal mondo politico sia sulle mobilitazioni sia sul disegno di legge Gelmini all’esame della Camera.

Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: ”Vadano a scuola a studiare. E a fare facoltà che danno occupazione, non facoltà facili in università facili”.Così il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, si rivolge agli studenti oggi ancora in piazza per protestare contro il ddl Gelmini di riforma dell’università.

Partito Democratico e Italia dei Valori: ”Si rimuovano i blocchi delle forze dell’ordine attorno a Montecitorio e le camionette di Polizia e Carabinieri”: lo ha chiesto nell’Aula della Camera Donata Lenzi del Pd durante l’esame della riforma dell’Università, riferendosi allo spiegamento di forze dell’ordine attorno a Montecitorio in vista della manifestazione degli studenti. ”La città – ha spiegato Leoluca Orlando dell’Idv – è in stato di assedio. Questo Palazzo si chiude in maniera abnorme. Spero che tutto questo spiegamento non sia orientato a fare accadere qualche incidente…”.

Di Pietro contro Gelmini. ”Oggi è arrivata l’ultima perla di questa riforma-non riforma: la dama Salva-baroni Gelmini ha stravolto la nostra proposta e con un sub-emendamento ha ridato la possibilità di assumere figli, nipoti e amanti. La realtà è che predicano bene e razzolano male”. Lo ha detto il leader Idv Antonio Di Pietro che attacca una riforma che ”deforma l’università con tagli agli studenti, professori e ricercatori e paragona università di prestigio come la Bocconi alle università telematiche che elargiscono lauree con un timbro via Internet”.

Il leader di Sel, Nichi Vendola: ”Che cosa è il berlusconismo? E’ il disinvolto e cinico capovolgimento della realtà, spesso aiutato dal controllo dei media. E’ quello che sta avvenendo in questi giorni con la legge Gelmini” E’ quanto scrive oggi Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà, in un post sul sito www.nichivendola.it. ”I ricercatori e gli scienziati salgono sui tetti con i loro miserabili stipendi ed eccoli diventare in un improvviso paradosso i baroni dell’università italiana. Badate bene per la Gelmini e il governo i ricercatori sono i baroni, non coloro che pensavano o che stanno pensando in qualche ateneo del Nord di concedere la laurea ad honorem al ministro Bossi. La Gelmini insieme a Tremonti annuncia in pompa magna che arriverà un miliardo di euro”.

“E i fondi del finanziamento ordinario del 2010 quando arriveranno negli atenei italiani? La Gelmini denuncia ai quattro venti che nell’università italiana si spreca. Che esistono ben 95 università, ci sono più (o meglio c’erano) più di 320 sedi distaccate (spesso per compiacere il notabile politico di turno), ci sono (o meglio c’erano) 5.000 corsi di laurea”. Ma il ministro Gelmini ”quale location utilizza per la sua denuncia pubblica? Lo fa davanti alle telecamere, a Milano, di fianco all’attuale sindaco Letizia Moratti che è l’autrice in un precedente governo Berlusconi dell’aumento degli atenei, delle sedi distaccate, della proliferazione del corsi di laurea”. Bastano ”solo questi 3 esempi lampanti per dire che hanno ragione da vendere quei ragazzi, quei ricercatori, quei docenti che ancora oggi lanceranno il loro grido di dolore alle forze politiche affinche’ il Parlamento fermi una legge inutile e dannosa. Si’, quei ragazzi e ragazze, quei docenti, quei ricercatori sono uno squarcio di luce nella notte berlusconiana”.

Il capogruppo Pd alla camera, Dario Franceschini: ”Il governo è stato battuto anche stamattina e questa è un’altra dimostrazione che la maggioranza numerica per votare la sfiducia il 14 c’è. Ora è solo questione di volontà politica di Fli”. Così il capogruppo alla Camera Dario Franceschini valuta il fatto che il governo è stato battuto su un emendamento di Fli riguardante la riforma dell’Università.

”La maggioranza, anche quando ha la forza politica e numerica, dovrebbe saper ascoltare la protesta dei cervelli italiani. Ed invece una maggioranza che, a tempo scaduto, fa una riforma solo di tagli sbaglia e continua a sbagliare”, ha aggiunto Franceschini a commenta della riforma dell’Università oggi al voto finale della Camera.

Infine, una reazione alla situazione nella capitale, dove gli studenti sfilano tra i blocchi della polizia: ”Non entro nel merito di scelte di ordine pubblico ma registro che stanno protestando dei ragazzi che lo fanno per difendere i loro diritti e le loro università”.

Il vicepresidente del Senato Vannino Chiti. ‘Bene ha fatto il rettore di Pisa, Massimo Augello, a parlare di preoccupazione e stupore per l’attacco del ministro dell’Istruzione Gelmini nei confronti del rettore dell’Università di Firenze, Alberto Tesi”. E’ quanto afferma Vannino Chiti, vice presidente del Senato ed esponente del Partito Democratico.

”Il Rettore Tesi – sostiene Chiti – ha tutto il diritto di manifestare il proprio dissenso rispetto ad una riforma che taglia pesantemente le risorse e non risolve il problema degli sprechi. Inoltre, in tutta Italia, sono molti gli atenei che in questi giorni hanno sospeso la didattica come forma di protesta. E’ di ieri la notizia che anche i ricercatori italiani del Cern di Ginevra hanno manifestato la loro solidarietà con i colleghi in Italia. Tutte queste manifestazioni e le proteste contro le scelte del governo sono legittime”.

”Le università italiane sono in fermento professori, studenti, ricercatori ritengono che sia compromesso il futuro dell’università. Il ministro Gelmini – sottolinea Chiti – anziché offendere i rettori e i docenti che, pur avendo grosse responsabilità nella gestione degli atenei, non hanno ascolto e discussione col governo che mortifica l’università, avrebbe fatto meglio ad raccogliere le loro istante”.