Usa, elezioni. I ”pellerossa” delle ”Nazioni” indiane votano per Obama

Pubblicato il 26 settembre 2012 13:39 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2012 13:39

NEW YORK, STATI UNITI -Toro Seduto e i suoi discendenti votano per Barack  ‘Aquila Nera’ Obama e aprono il portafoglio per la rielezione del capo della Casa Bianca: ”E’ uno di noi, uno che mantiene le promesse”, ha detto al Los Angeles Times Bill John Baker, capo e portavoce della Nazione Cherokee: ”Obama ha promesso di lavorare con gli indiani-americani, si e’ impegnato ad aiutarci e lo ha fatto in ogni occasione possibile”.

I discendenti delle Nazioni Apache, Cheyenne, Comanche, Irochesi e Sioux, i cosiddetti ”pellerossa’, hanno mostrato la loro riconoscenza a Obama con gesti molto concreti: donando ad esempio oltre 2,5 milioni di dollari per la riconferma del presidente alla Casa Bianca, secondo dati pubblicati alla fine di luglio dal Centre for Responsive Politics.

E’ un record rispetto ad altre campagne elettorali e a quanto raccolto finora dal rivale repubblicano Mitt Romney: 750 mila dollari dopo un ricevimento al suo quartier generale di Boston. Nel 2008 Obama fu adottato dalla Nazione Crow che lo soprannomino’ ‘Barack Black Eagle’ (Aquila Nera). E’ stato il primo presidente a tenere regolari riunioni annuali con i rappresentanti delle 566 tribu’ riconosciute dallo stato federale.

Le tribu’ indiane donano alla politica usando incassi ricavati dai casinò nelle loro riserve’: un business da 26 miliardi di dollari l’anno che le ha rese ‘players’ importanti in campagne elettorali statali e nazionali. In California, ad esempio, nel 2008 quattro tribu’ hanno investito 100 milioni di dollari per far approvare un referendum per l’espansione delle case da gioco. A differenza delle corporation e dei sindacati, possono finanziare i candidati direttamente giaccvhè in quanto ‘nazioni sovrane’ non hanno i limiti imposti a singoli individui o corporazioni dalle leggi federali.

Lontani ormai quindi i tempi delle ”Guerre Indiane”, cone gli Stati Uniti descrivono i feroci e sanguinosi conflitti tra i pionieri bianchi protetti dal governo federale di Washington e i nativi dell’America del Nord prima e dopo la Rivoluzione contro gli inglesi iniziata nel 1775. Dopo la guerra si intensificoò l’arrivo dei coloni europei il cui obiettivo era espandere la terra da loro controllata, respingendo la popolazione idigena verso ovest.

I coloni fodavano la loro guerra agli indiani sull’assunto che gli Stati Uniti avrebbero dovuto estendersi da costa a costa, e conseguentemente sulla rimozione degli indiani dalle loro terre e la loro occupazione dai coloni europei, sia con la forza che con lo scambio di territori con trattati.

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