Usa: secondo il Nobel Robert Solow il rialzo del Pil non vuol dire ripresa

Pubblicato il 30 Ottobre 2009 9:58 | Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2009 9:59

La crescita del 3,5% del Pil statunitense “era ampiamente prevista, e dopo una recessione di questa portata ben altri ritmi di crescita sarebbero necessari”. Per il premio Nobel all’economia Robert Solow è presto per parlare di ripresa, mentre le speranze di un inizio di recupero della disoccupazione “al momento sono nulle”.

Intervistato da Repubblica, Solow sottolinea che “il rialzo del Pil è dovuto, oltre che ad alcune manovre d’inventario delle aziende, al programma di incentivi all’acquisto dell’auto. Il programma – spiega – è cessato a fine agosto, e a settembre le vendite delle auto sono crollate del 40%”.

“C’Š da preoccuparsi, e molto, per questa fine dell’anno”, avverte l’economista. “Bene che vada si potrà registrare una crescita analoga, ma sarà comunque insufficiente”. Gli interventi di stimolo governativi “sono serviti ad evitare che le cose andassero ancora peggio, ma ho la sensazione che bisognerà varare una seconda serie di misure”, sostiene Solow, che sottolinea come, “dei circa duemila miliardi di dollari che sono stati stanziati, non più di un quarto è rientrato nel sistema sotto forma di consumo”.

Oltre che per pagare i debiti, spiega l’economista, la maggior parte è stata usata “dalle aziende per accumulare cash e dai cittadini per risparmiare, un’attività che si sta rivelando controproducente ai fini di una vera ripresa”.