Vaccini. No Vax: assalto a Lorenzin. Ma c’è chi dice: La ministra non capisce che…

di Ama La Sunta
Pubblicato il 1 marzo 2018 10:15 | Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2018 11:14
Vaccini. No Vax: assalto a Lorenzin. Ma i ricercatori: La ministra non capisce che...

Vaccini. No Vax: assalto a Lorenzin. Ma i ricercatori: La ministra non capisce che…

ROMA – I vaccini irrompono anche fisicamente nella campagna elettorale. I No Vax al grido di “assassini” contestano il ministro Lorenzin, che annuncia querele, mentre interviene la Guardia di Finanza sul caso dei bambini morti a Torino.

L’incursione è avvenuta all’Hotel Parco dei Principi di Roma, durante la presentazione del libro scritto dal ministro Beatrice Lorenzin “Per Salute e per Giustizia”, interrotta dall’invasione dei No Vax.

Quanto vi danno per ammazzare i bambini?“, ha urlato un uomo avvicinandosi a muso duro verso la Lorenzin che, dopo aver cercato di riportare la calma invitando i No Vax ad uscire dalla sala, avendo già espresso la loro opinione, ha annunciato di voler querelare gli intrusi per diffamazione. “Non è possibile che la gente utilizzi tale violenza e non paghi”.

“La scienza – ha detto Lorenzin – è diventata in Italia non un qualcosa di normale ma provocazione”. Tra gli esponenti No-Vax entrati in sala, Lorenzin ha indicato l’ex generale Pappalardo.

Prima di essere contestata, a margine della firma del decreto di riconoscimento del carattere scientifico Irccs alla fondazione policlinico Universitario A. Gemelli, il ministro aveva parlato così delle persone che si oppongono ai vaccini. “No Vax diventati parte della campagna elettorale? È una cosa incredibile che la dice lunga sullo stato di analfabetizzazione di questo Paese e sullo stato anche triste di parte della politica di questo Paese che non ha voluto tenere fuori dalla campagna elettorale ma l’ha fatta inserire dentro e pur di avere un voto in più ha aizzato le paure delle famiglie nei confronti di una cosa come il vaccino che è l’unica cosa che mette in sicurezza la salute pubblica”.

Alla presentazione erano presenti i maggiori personaggi di spicco della sanità italiana, tra i quali il presidente dell’Istituto superiore della sanità Walter Ricciardi, il direttore generale Aifa Mario Melazzini e il presidente Fnomceo Filippo Anelli.

Sullo sfondo della polemica, la replica di Antonietta Gatti, fisico e bioingegnere, ricercatrice e sostenitrice della teoria dei danni provocati dalle nanoparticelle sull’organismo. Casa sua, quella di Stefano Montanari e il laboratorio a Spilamberto (Modena) dove hanno condotto le loro ricerche sono stati di recente perquisiti dalla Guardia di Finanza con relativi sequestri.

Antonietta Gatti, titolare di un blog sul Fatto quotidiano, collabora anche col Dipartimento di Stato a Washington, con la Commissione Uranio Impoverito, col Ministero della Difesa italiano per le malattie dei soldati in missioni di pace e nei poligoni di tiro.

In una nota diffusa dalle agenzie, Antonietta Gatti ha così replicato al ministro Lorenzin:

“Montanari e Gatti non sono no-vax. La Ministra non ha capito le indagini di microscopia elettronica fatte sui vaccini e i risultati di contaminazione. Avere prodotti puliti va a vantaggio e dell’Azienda che li produce e del consumatore”.

Prosegue Antonietta Gatti: “Risultati analoghi sono stati trovati dall’Università di Torino che ne ha esaminati alcuni su richiesta della Procura di Torino, che indaga su morti sospette di bambini dopo vaccinazione. Sono infatti stati ritrovati elementi come Tungsteno, Piombo, Stagno che niente hanno a che fare con il vaccino.

“Aver analizzato vaccini per oltre 15 anni con una metodologia validata da due progetti di ricerca europei e aver fatto notare come questi prodotti contengano sostanze potenzialmente pericolose dovrebbe significare aver messo i produttori, i controllori e gli utilizzatori in condizione di poter migliorare i vaccini. Il solo rifiuto di accettare un qualunque confronto basato sull’oggettività e trincerarsi dietro un muro di dichiarazioni apodittiche non fa parte del mondo scientifico”.

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