Vaccini, polemica sul rinvio al 2019. Le regioni pronte a ricorrere alla Consulta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 agosto 2018 19:39 | Ultimo aggiornamento: 6 agosto 2018 8:02
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Vaccini, polemica sul rinvio al 2019. Le regioni pronte a ricorrere alla Consulta

ROMA – Non si placa la polemica sul tema dei vaccini dopo che il Senato ha approvato un emendamento della maggioranza al decreto Milleproroghe che fa slittare all’anno scolastico 2019-20 [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] l’obbligo di presentare la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione nella scuola d’infanzia e negli asili nido.

Una bufera che la ministra Giulia Grillo ha provato a calmare assicurando che non c’è stato nessun passo indietro sull’obbligo vaccinale. I bambini dovranno continuare a essere vaccinati e i genitori dovranno ancora presentare le certificazioni. È stata sospesa per un anno una delle tre forme sanzionatorie previste dalla stessa legge, che prevede il non accesso dei bimbi non vaccinati agli asili nido e alle scuole materne. La ministra ha specificato anche che gli immunodepressi verranno inseriti in classi di bambini vaccinati.

“La proroga dell’obbligo vaccinale è un passo indietro. Lavoriamo perché non passi in Parlamento, altrimenti siamo pronti a ricorrere alla Consulta, perché la Sanità non è una materia esclusiva di competenza dello Stato”. Antonio Saitta, assessore alla Sanità della Regione Piemonte e  Coordinatore della Commissione Salute della conferenza delle Regioni, ha lanciato un invito al ministro Grillo ad ascoltare le Regioni. “Vogliamo essere sentiti, serve una intesa con le Regioni”.

Altre critiche politiche sono arrivate in giornata dal Pd, con Matteo Renzi che dice che “questo governo scherza col fuoco” e il segretario dem Maurizio Martina che rincara: “Il diritto alla salute dei bambini non si rinvia”. Contraria anche Forza Italia, con il senatore Francesco Giro che annuncia: “Mi consulterò con gli avvocati per verificare se vi sono le condizioni per denunciare, in sede penale, questi irresponsabili di attentato alla salute pubblica”.

Renzi, in un’intervista al Messaggero, sottolinea che “la coesione sociale è a rischio” e, parlando del dissenso espresso ieri dal pentastellato Giorgio Trizzino, aggiunge che “il passo indietro sui vaccini è vergognoso ma dentro ai 5 Stelle emerge finalmente il dissenso”. Duro anche Martina, che su Facebook assicura che “in Parlamento il Partito Democratico si opporrà con tutte le sue forze alla scelta della maggioranza di rinviare l’obbligo ai vaccini”, mentre “fuori dal Parlamento in queste ore sosterremo una Petizione nazionale a partire dalle nostre feste democratiche dell’unità e dai nostri circoli perché migliaia di cittadini possano condividere questa battaglia e chiedere anche così al governo di cancellare questo assurdo emendamento. Non si combatte la scienza, si combattono le malattie”. Il segretario dem parla di “scelta grave e inaccettabile” e ricorda che “i risultati della Legge Lorenzin già si vedono e sono di segno positivo” e “l’Ordine dei Medici ha pronunciato parole chiare contro qualsiasi rinvio”.

Dalla Campania parla invece il presidente di Regione Vincenzo De Luca: “Esprimo la netta contrarietà al rinvio dell’obbligo sui vaccini, che rischia di determinare un danno enorme alla salute dei più fragili, e soprattutto di fare arretrare una battaglia che ci ha visti impegnati con determinazione per raggiungere obiettivi di sicurezza per i nostri bambini”. La Regione, aggiunge il governatore, “verificherà la possibilità di norme legislative autonome in relazione alla necessità di mantenere gli obiettivi. Intanto partirà un’ulteriore verifica attenta dell’Anagrafe delle vaccinazioni. Le famiglie inadempienti saranno escluse da misure sociali di sostegno che rientrano nelle competenze della Regione, a cominciare dal contributo per gli asili nido. Per il resto non arretreremo di un millimetro per mantenere alti i livelli di vaccinazioni in Campania”.

Intanto oltre 22mila firme per chiedere “di superare rapidamente l’obbligo vaccinale e soprattutto le esclusioni dei bambini 0/6 anni dai servizi per la prima infanzia” verranno consegnate il 7 agosto alla ministra Giulia Grillo e al sottosegretario Maurizio Fugatti da due comitati spontanei nati rispettivamente in Trentino e in Alto Adige. “I comitati chiederanno l’abrogazione del decreto 7 giugno 2017 n.70 convertito in Legge il 28 luglio 2017 – riferiscono i primi firmatari delle due petizioni, Domenico Orecchio, che porterà le 7.036 firme del Trentino, e Andreas Pöder, che porterà le 15.114 dell’Alto Adige – e, in subordine, l’abrogazione delle coercizioni, delle sanzioni pecuniarie, dell’obbligo di presentazione della documentazione sullo stato vaccinale dei bambini, dell’esclusione dei bambini non vaccinati ai servizi educativi per l’infanzia, e dell’obbligo da parte del personale delle strutture della sanità pubblica e della Scuola di presentare l’autocertificazione sul proprio stato vaccinale”. Lo riferiscono i primi firmatari delle due petizioni, Domenico Orecchio, che porterà le 7.036 firme del Trentino, e Andreas Pöder, che porterà le 15.114 dell’Alto Adige.