Vauro: “Sulla Siria condivido ogni parola di Matteo Salvini”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 aprile 2018 7:45 | Ultimo aggiornamento: 17 aprile 2018 14:28
Vauro: "Sulla Siria condivido ogni parola di Matteo Salvini"

Vauro: “Sulla Siria condivido ogni parola di Matteo Salvini”

ROMA – Intervistato da Radio Cusano, Vauro ha parlato della guerra in Siria:

Tutte le notizie di Blitzquotidiano in questa App per Android. Scaricatela qui

Tutte le notizie di Ladyblitz in questa App per Android. Scaricatela qui

“Sul Fatto Quotidiano ho scritto che ci siamo abituati alla guerra, la diamo per scontata, come fosse un evento meteorologico. Questi passaggi si sono consumati con il susseguirsi di guerre infinite. Le guerre contemporanee non finiscono mai. In Afghanistan c’è la guerra da più di 30 anni. La Siria e la Libia sono diventati dei mattatoi. La Libia con il nostro bene placito, dico nostro perché credo che ognuno di noi abbia una responsabilità, non solo Minniti che manda i migranti ad essere torturati in Libia e finanzia le motovedette libiche che a volte falciano i migranti con le loro eliche. In questo momento così difficile noi dobbiamo rifiutare questa abitudine alla guerra. Dobbiamo farlo anche se la disillusione è un sentimento che può essere comprensibile. Tutte le forze politiche istituzionali hanno accettato e sponsorizzato la guerra come uno strumento civilmente e culturalmente accettabile, mentre la guerra è l’opposto. Questo è il quadro che ha creato la disillusione che anche io provo per primo. Noi qui in occidente possiamo abituarci alle guerre perché non piovono bombe addosso a noi. I nostri figli non rischiano di morire ogni volta che escono, anzi ogni volta che si svegliano. I popoli che le guerre le subiscono non hanno questo privilegio. Certo, qualcuno dirà che da noi ci sono stati attentati terroristici, sono tizzoni impazziti delle guerre che arrivano fino alle nostre città. Non giustifico in alcun modo il terrorismo, ma quando si trasforma in mattatoio un quarto del territorio mondiale, le schegge partono, i tizzoni arrivano. Noi ci indigniamo quando veniamo colpiti, giustamente, ma non cerchiamo minimamente di capire che l’orrore è una metastasi. Le guerra di oggi sono un tumore, le metastasi di questo tumore si allargano. Bisognerebbe bandire le guerre, smetterla di considerarle strumenti possibili. Se la pedofilia è un crimine, che cos’è la guerra?”

Su Salvini: “La mattina successiva all’attacco americano, inglese e francese alla Siria le uniche sei o sette parole di buonsenso le ho viste nel suo tweet. Spiccavano perché nelle altre prese di posizione politica c’era il solito manicheismo o il solito filoatlantismo. Continuo a considerare la Lega un partito xenofobo, ma ci sono dei temi, come quello della guerra, che ancor prima che politico è un tema etico, su cui si può convergere”.