Vendola sulle primarie di coalizione: “Se c’è Renzi io non partecipo”

Pubblicato il 29 Giugno 2012 11:54 | Ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2012 17:29

ROMA – Se Renzi partecipa alle primarie Vendola non ci sta. Cioè non si candida. Nella lunga ed elaborata analisi della crisi e della sinistra questo è il titolo, questa la notizia. Non partecipa a una gara di coalizione dove un Renzi si presenti con le credenziali di un estremista del liberismo. Non partecipa a primarie di coalizione dove l’alternativa è tra segretario Bersani e sindaco Renzi, quelle sono primarie aperte di facciata, in realtà è una specie di congresso del Pd. Che c’entro io, sembra dire il leader di Sinistra Ecologia e Libertà.

Il leader di Sel e governatore della Puglia, Nichi Vendola, lo ha scritto sul suo profilo Facebook, già ieri era uscita un’intervista sul Manifesto. “Ci sono cose per me incomprensibili. Si comincia a parlare di primarie. C’è un leader, come il sindaco di Firenze, che è una variabile estremista del liberismo. E un altro, come Bersani, che è un amabile socialdemocratico”.Vendola quindi prosegue: “Queste non sono primarie, è il congresso del Pd. E io non sono interessato a partecipare: se Renzi rende maggioritaria l’anima liberista del Pd, ne traggo le conseguenze: io sono antagonista ai liberisti ovunque collocati”.

Il post di Vendola si riferisce ad un sondaggio odierno in cui Pierluigi Bersani è dato favorito per le primarie. Secondo il sondaggio realizzato dall’Istituto Swg in esclusiva per Agorà, su Rai Tre, il segretario del Pd è infatti a quota 32%. Poi con un distacco di quasi 10 punti percentuali c’è proprio Nichi Vendola (23%), a sua volta rincorso da Matteo Renzi, che sarebbe votato dal 15% degli intervistati.

Nel pomeriggio Vendola ha chiarito: ”Io sono interessato a costruire il centrosinistra. Un’alleanza basata su un accordo tra Pd e Udc non mi trova interessato. Non voglio impedire un dibattito con i moderati né un compromesso con loro, ma è vietata la resa”.

”Io mi siedo a discutere con il Pd , se c’è anche Antonio Di Pietro”: il leader di Sel reagisce così alla ‘pregiudiziale’ su Di Pietro che sembra essere posta dal Pd e dall’Udc. ”Non ci sto alla mutilazione di un pezzo del centrosinistra”.

”Stupisce l’enfasi retorica e il tono trionfalistico sulla chiusura del vertice europeo. E l’idea che si possa comparare la partita giocata sul campo di calcio con quella tra leader europei sulla crisi”. Vendola si dice ”stupito per il conformismo”che accompagna un dibattito sui risultati del vertice, una ”montagna che ha partorito un topolino”.

Vendola boccia l’ipotesi di una grande coalizione per governare il Paese dopo le elezioni: ”Credo l’ipotesi grande coalizione sia la più nefasta”.  ”Ci sono tre linee in campo : quella contro il governo Monti in cui mi riconosco, la linea contro il club dell’austerity. C’è la linea Monti-Dopo Monti, sostenuta da alcuni potentati editoriali e c’è la linea che dice di concentrarsi sul dopo-MOnti, quella di Bersani. La possibilità di interlocuzione è legata alla linea del Dopo Monti”.