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E’ ufficiale, Vendola si candida alla guida del Pd: “Vado dove mi porta il cuore”

Nichi Vendola

Lui che è accusato di fare troppo il letterato, lui che si stacca le etichette di dosso, fa “sposare” le Fabbriche con Comunione e Liberazione, anche quando annuncia di candidarsi alle primarie del centrosinistra lo fa a modo suo.  “Vado dove mi porta il cuore”, dice Nichi Vendola, proprio come il libro di Susanna Tamaro.

Davanti alla platea dei suoi giovani, agli stati generali delle Fabbriche, ha lanciato la sua sfida al Pd. Sempre cauto, mai aggressivo, brillantino all’orecchio fa un passo dopo l’altro da Terlizzi (Bari) verso Roma. Lo ha confermato ai microfoni del programma di Radio2 ”Un giorno da pecora”, ironizzando: ”Anche io l’ho letto sui giornali”.

”Vincerò le primarie del centro-sinistra e batterò Berlusconi. Come faccio a perdere contro Berlusconi? Vincerò perché ha berlusconizzato la nostra società e adesso comincia ad esserne vittima. Lo batterò perché è troppo vecchio. Nel mondo occidentale è la cosa più vecchia che c’è. Bisogna dirgli che è tempo di andare in pensione, c’è un limite anche al lifting politico”.

Per ora evita di dare assist ai giornalisti, le polemiche cerca di sedarle. Sia con Marco Follini che con Antonio Di Pietro. Alle accuse del primo (”con Vendola sbagliermmo strada”) ha risposto: ”Con Follini possiamo fare un confronto toponomastico”. Per liquidare le critiche del leader Idv (”Vendola faccia il governatore della Puglia”) ha tirato fuori la carta Tamaro di cui sopra. “E’ un buon consigliere- ha detto di Di Pietro- Con lui bisogna confrontarsi ma io ho deciso di fare come dice il romanzo Va’ dove ti porta il cuore”.

Alla domanda dei conduttori  Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro “Ma lei che c’entra con le primarie del Pd?”, il governatore della Puglia è stato lapidario: ”E’ evidente che bisogna costruire una coalizione di centrosinistra”. Senza l’Udc: ”Casini, allontanandosi dal centro destra, ha evidenziato la difficoltà del centrodestra di avere un dialogo con i moderati”.

Di lui il mito è presto fatto, almeno per chi lo sostiene: estremista, ma non troppo, vuole la Puglia verde, giovane e tenta il ritorno dei cervelli in fuga. Di berlusconismo non vuole sentirne parlare, “quel prototipo di maschilismo guascone e volgare” non gli piace. Così forte del suo appeal in casa, gioca d’anticipo fuori.

Dice di volere fare piazza pulita delle “vecchie liturgie” della sinistra e ce la fa. Come avvenne nella prima candidatura alla regione Puglia nel 2005 e nella seconda del 2010, tutte ostacolate dai Ds prima e dal Pd poi e dopo tutte passate per le primarie, il leader di Sinistra Ecologia e Libertà chiede al centrosinistra di coinvolgere gli elettori nella scelta del candidato premier.

“Non credo che ci sia la possibilità di lavorare per un governo tecnico o per un governo di larghe intese – ha detto- perché si è consumata una stagione politica. Abbiamo bisogno di chiudere questa esperienza, di liquidare il berlusconismo e di tornare alle urne. Le primarie non sono una minaccia per il Pd o per il centrosinistra – spiega – sono una minaccia per la cattiva politica, sono una espressione parziale ma fondamentale di buona politica, sono la riappropriazione da parte di un popolo di scelte fondamentali”.

Su Bersani è un po’ perplesso e tira fuori le unghie: “La fase di passaggio di cui parla è un discorso dal mio punto di vista poco chiaro, si ha la sensazione che ci sia un giudizio che differenzia l’azione di Tremonti da quella di Berlusconi. Credo che questa sfida sia nelle cose: la crisi della proposta politica del centrosinistra, il vuoto di offerta politica forte alla società italiana in un momento critico che ha perfino tratti drammatici sia il frutto di una crisi delle culture politiche del centrosinistra. A me interessa la costruzione dell’agenda. Abbiamo bisogno di non immaginare l’accordo con i vertici dei partiti del centrosinistra, con il Pd o con Di Pietro. Per varie ragioni io rappresento un simbolo, una speranza, penso che questo debba essere considerato un valore aggiunto per la sinistra. Dal Partito democratico mi aspetto una discussione seria”.

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