Vendola e il Pd: “Io, candidato per senso del dovere, contro la cattiva politica della sinistra”

Pubblicato il 25 luglio 2010 19:52 | Ultimo aggiornamento: 25 luglio 2010 20:16

Nichi Vendola

Nichi Vendola chiarisce il perché della sua candidatura: ”Di mio, anche per il disprezzo che ho per il potere e i suoi codici, volentieri a questa età me ne andrei in ferie, in vacanza a pregare, studiare, scrivere, viaggiare. Ma mi sento prigioniero fino in fondo di un dovere”. Il governatore della Puglia ha spiegato così la propria scelta morale ai giornalisti che a margine della scuola di politica Democratica, presieduta da Walter Veltroni, gli hanno chiesto della sua candidatura e delle polemiche che ne sono seguite.

”La mia candidatura è l’ufficializzazione di una cosa che esiste nella società, di una domanda che c’è in giro – ha chiarito – potevo anche fuggire da questa domanda e non consentire a nessun idiota di dire ‘guarda che arrivista’, ‘guarda che matto’. Purtroppo ho una concezione antica della politica come espressione alta dei propri doveri morali”.

In particolare, la propria candidatura è dovuta al fatto che, sostiene, la cattiva politica è entrata anche nel centrosinistra: “Bisogna devastare la cattiva politica e lasciarsi attraversare da quella buona – ha spiegato – penso che la cattiva politica, che in Italia si è fatta Stato, è entrata anche negli accampamenti del centrosinistra. Ma ovunque essa sia va contrastata e capovolta. Il centrosinistra deve essere innanzitutto buona politica. E cioè, uso parole di Gramsci, ‘connessione sentimentale con un popolo’. Cioè capacità di far intendere che il verbo vincere non significa che vince un ceto politico o una élite ma significa influire sulla vita concreta delle persone, far vincere il ricercatore precario, l’operaio di Pomigliano, il disabile, l’ambientalista. Se vincere e’ un derby all’interno del palazzo – ha concluso – beh, non vale la pena”.

Secondo Vendola, in questa fase l’Italia sembra ”privata del sentimento della decenza”: ”Non bisogna consentire – ha spiegato in riferimento all’inchiesta sulla nuova P3 – che questa sedimentazione di tracce di squallore di stato venga raccontata come l’epifania di vecchietti instabili. Non è un pezzo di folclore. L’Italia di oggi – ha aggiunto – è la rappresentazione di una grande tragedia. E’ un paese i cui vertici sono allegramente assediati da mafiosi, camorristi, massoni deviati, faccendieri e affaristi. In questo momento siamo in attesa di capire quale sarà il prossimo scandalo. In poco tempo tre uomini di governo si sono dimessi per vicende inquietanti. E’ un paese che a volte sembra anche privato del sentimento della decenza”.

Privacy Preference Center

Necessari

installato da wordpress di default, non vengono utilizzati in alcun modo

wordpress

Advertising

Analytics

Utilizzati per stimare il traffico del sito

_ga,_gat,_gid,WT

Other