Vendola alla festa del Pd: “Altro che Nuovo Ulivo? Solo ‘cocci’”

Pubblicato il 7 Settembre 2010 22:45 | Ultimo aggiornamento: 7 Settembre 2010 23:05
vendola

Nichi Vendola

Parla da candidato premier del centrosinistra Nichi Vendola e sferza il Pd dal palco della festa democratica a Torino. In Puglia ci sono ”60 milioni di ulivi” ma il nuovo Ulivo, proposto da Pier Luigi Bersani, è vecchio, solo un’unione di ”cocci”, mentre per tornare a vincere serve ”cambiare registro”.

Rosy Bindi lo invita a entrare nel nuovo cantiere ma il governatore pugliese cita l’Eneide per spiegare che ”non bisogna ammazzare i nostri vecchi ma costruire una nuova citta”’. Poteva essere un duello tra il leader Sel e la presidente del Pd. Ma Rosy Bindi è politica navigata e capisce subito che la folla, che riempie il tendone nonostante il maltempo, è con Vendola e vuole più sperare che capire le formule per tornare a vincere.

Bindi, anche lei applaudita, insiste sulla necessità di cambiare la legge elettorale che ”ha espropriato i cittadini del diritto di sceglier”. Vendola è scettico sulla possibilità di trovare una maggioranza in Parlamento e soprattutto è convinto che ”per portare Berlusconi al capolinea, serve un progetto che capovolga gli ingredienti del berlusconismo mentre c’è del berlusconismo anche nel centrosinistra” e attacca le posizioni di Enrico Letta sulla vicenda Fiat.

Ed è solo ”una difesa di rendite di posizione” l’idea, lanciata da Pier Luigi Bersani, di un Nuovo Ulivo. Bindi spiega che è necessario ”aprire da subito il cantiere per stare insieme in una compagnia più larga e omogenea senza litigare”. A Nichi Vendola non piace e quando il presidente del Pd dice che senza di lui il Nuovo Ulivo non si fa dribbla la risposta secca: ”In un passaggio d’epoca come questo non si può replicare un vecchio copione per vincere, non è di questo che ha bisogno l’Italia”.

Vendola spiega di non amare la logica dei veti ma il problema per il centrosinistra è ”rompere i vecchi schemi” e non ”aver paura” di creare ”un disegno alto di un nuovo umanesimo”. ”Bisogna operare un dissequestro della politica che è stata sequestrata nei Palazzi anche nel centrosinistra”, è la stilettata del governatore pugliese. Qui Bindi non ci sta: ”Come fai a dirlo se è tutta l’estate che giriamo per le feste di partito, che sono sempre piene di gente?”.

Su un punto, cruciale, le primarie, i due si intendono. Ma non sui tempi. ”Ora”, chiede Vendola supportato da cartelli. ”Forse, anche per scaramanzia, aspettiamo che Berlusconi cada e che Napolitano decida”, frena Bindi, convinta che la consultazione si puo’ organizzare anche in poco tempo. ”Noi le primarie le sappiamo organizzare e Nichi anche vincerle”, riconosce, tra gli applausi, il dirigente Pd. Che comunque non ha dubbi: ”Io voterò per il segretario del mio partito Bersani”.