Vendola: “Mi candido per sparigliare i giochi del centrosinistra”

Pubblicato il 18 luglio 2010 16:13 | Ultimo aggiornamento: 18 luglio 2010 17:36
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Nichi Vendola

Per lui le primarie non devono essere una minaccia, le Fabbriche sono come Comunione e liberazione (ma a sinistra) e le vecchie liturgie della sinistra vanno buttate via. Nichi Vendola, si candida “a ricostruire il cantiere dell’alternativa, sono candidato a sparigliare i giochi del centrosinistra”.

Sulla sua candidatura nelle eventuali primarie del centrosinistra, il governatore della Puglia dice no ai governi tecnici o alle larghe intese e  ha detto: ”Perché io? Perché io sono voi – ha detto rivolgendosi al pubblico di giovani radunato ad ascoltarlo – quando non sopportate il centrosinistra avendo la speranza di un mondo diverso”. ‘

‘E perché – ha aggiunto – a me è accaduto due volte di dovere sconfiggere il centrosinistra per sconfiggere il centrodestra”.

“Il centrosinistra ”non fa un discorso capace di interpretare la crisi del mondo, la crisi dell’Europa e la crisi italiana”. ”Mi candido per sparigliare il centrosinistra – ha detto ancora – se il centrosinistra si presenta senza la voglia di pronunciare le parole chiare del desiderio radicale del cambiamento”. ”Non c’è cambiamento – ha concluso Vendola – se non si dà una prospettiva chiara di fuoriuscita dall’ergastolo della precarietà”. ”Le primarie non sono una minaccia per il Pd o per il centrosinistra, sono una minaccia per la cattiva politica. Sono una espressione parziale ma fondamentale di buona politica – ha aggiunto – la riappropriazione da parte di un popolo delle scelte fondamentali che riguardano una politica che deve rompere gli steccati e non avere paura della cittadinanza e delle persone in carne ed ossa”.

”Il centrosinistra ha paura ad esprimere fino in fondo le proprie ragioni che sono le ragioni di chi dovrebbe mettere in campo un’alternativa forte a questa esibizione impudica di un potere verminoso che oggi vede una ribollente esplosione di questione morale, una processione di camorristi, di massoni deviati che accerchia palazzo Chigi”.

Mentre accade tutto questo, ha detto ancora, dall’altro lato ”cè una esplosione di questione sociale” che non trova voce. Vendola ha poi fatto riferimento alle affermazioni del ministro Tremonti ”che parla senza eccesso di chiarezza di ”democrazia dei contemporanei’. ”Forse alludendo – ha detto – al fatto che è una democrazia che non contempla l’esercizio dei diritti da parte degli operai di Pomigliano e Melfi e che non contempla a pieno il diritto al’informazione dei cittadini”. ”E’ una democrazia a tempo – ha aggiunto – come libertà vigilata e condizionata al tempo del berlusconismo”, perche’ la liberta’ di cui parla Berlusconi e’ quella mercantile, una liberta’ senza responsabilita’, e’ un esercizio del dominio sugli altri”. ” Ma questo richiede una sollevazione – ha concluso – una spinta sociale e morale per tentare di salvare la Repubblica”

Il presidente della Regione Puglia e portavoce nazionale di Sinistra ecologia e libertà chiude a Bari la tre giorni degli stati generali delle” sue Fabbriche”. ”Ci dobbiamo intendere su quello che è questo meeting delle ‘fabbriche: è l’equivalente del meeting di Comunione e liberazione a Rimini, che è stato a destra il più importante incubatore di nuove culture e di nuovi pezzi di classe dirigente”, dice ai giovani.

“Le fabbriche non diventeranno un partito o una ”sigla candidabile alle elezioni”, ma  ha annunciato l’intenzione di renderle un appuntamento fisso annuale ”per fare di loro nel futuro quello che sono state le scuole di partito in passato”. Il paragone con Cl è stato accolto con una certa freddezza e qualche mormorio dalla platea di oltre 1.500 giovani riuniti ad ascoltare il leader di Sel che ha subito spiegato: ”Noi abbiamo perso – ha detto riferendosi al centrosinistra – anche perché da quest’altra parte della barricata ci siamo comportati come amministratori di condominio e non come costruttori di una visione”.

”Abbiamo bisogno di recuperare invece il senso della costruzione collettiva di temi nuovi ed è questo il compito delle ‘fabbriche’. ”Noi – ha detto ancora – chiediamo al centrosinistra di interrogarsi sul fatto che la sua strategia e’ asfittica: se la politica non incontra la vita non è capace di sentirne pene e affanni, non è capace di costruire la speranza, non può essere una proposta vincente”.