Vendola, “opa” a sinistra: “Fondetevi con me”. Pd compatto, da Bersani a Veltroni: “Non ci interessa”

Pubblicato il 8 Dicembre 2010 20:24 | Ultimo aggiornamento: 8 Dicembre 2010 23:36

Nichi Vendola

E’ quasi un invito a sciogliersi quello lanciato al Pd da Nichi Vendola, che propone ai Democratici di dar vita, insieme, a un nuovo partito della sinistra, attraverso il lavacro delle primarie. Una proposta che ha suscitato l’irritazione del segretario Pier Luigi Bersani, e il ”niet” di tutte le anime del partito.

Vendola, nell’introduzione al volume ”Riaprire la partita”, edito da Ponte alle Grazie, ha proposto al Pd di creare insieme un più ”vasto albero” e cioè un grande ”partito della sinistra”. ”Abbiamo fatto nascere un partito – spiega il leader di Sel – che si augura di restare in vita solo per il tempo necessario e che nel proprio Dna ha inscritto non l’istinto di sopravvivenza ma la tensione verso la nascita di qualcosa di più grande, che lo contenga e lo superi”.

Lo strumento per costruire il nuovo partito della sinistra italiana sono le primarie, nelle quali Vendola potrebbe contendere a Bersani la leadership del nuovo soggetto della sinistra. Come se non bastasse il leader di Sel ha intimato il Pd a non perseguire alleanze centriste, attraverso ”giochi di palazzo, manovre di corridoio, alchimie politiche”. La proposta ha avuto il merito di mettere d’accordo tutto il Pd nel bocciarla.

Davide Zoggia, membro della segreteria e assai vicino al Pier Luigi Bersani, ha usato il sarcasmo: ”Se Vendola non è  ‘soddisfatto’ di Sel e lo considera un partito ‘a tempo’ ne parli con i dirigenti di Sel”. Quanto al Pd ha tutt’altra prospettiva e si considera ”il partito riformista del secolo”. Insomma, ha spiegato Zoggia, ”il Pd e’ un partito aperto a tutte le culture progressiste e democratiche, anche a chi non ha partecipato sin dall’inizio alla nascita del partito. Ma il Pd non è intenzionato a partecipare a nessuna ‘ripartenza”’. Insomma e’ il Pd ad essere aperto a Vendola e non viceversa.

Anche Beppe Fioroni, fondatore di Movimento Democratico assieme a Veltroni e Gentiloni boccia Vendola: ”Il Pd deve aver chiaro che e’ nato non per fare la sinistra”, ha detto, bensi’ per essere ”un grande partito riformista e di centrosinistra che da’ risposte all’intero Paese e non solo a una parte”. Deve cioe’ parlare all’intero elettorato, comprese le partite Iva. E anche Giorgio Merlo, della componente di Franceschini, ha definito ”una provocazione” le parole di Vendola.

A preoccupare gli uomini di Bersani, è la sensazione che il rilancio di Vendola marchi la fine del ‘patto’ siglato a ottobre in base al quale il leader di Sel non si sarebbe messo di traverso rispetto a un governo di transizione. D’altra parte le primarie si tengono se ci sono elezioni. E alle urne, da alcuni giorni vuole correre anche l’altro alleato del Pd, e cioè Idv. Insomma quelli che Bersani indica come alleati piu’ vicini. Se oltre a Berlusconi e alla Lega, anche gli alleati chiedono le elezioni anticipate, diventa più complicato far capire all’opinione pubblica la necessità di una fase e di un governo di transizione.