Il Veneto si difende e svela: “La Guardia Medica solo per i residenti è accordo sindacale in tutta Italia”. Incredibile ma vero

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 31 Marzo 2011 16:06 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2011 16:06

ROMA – “La dottoressa (…) forniva la sua assistenza nonostante «la normativa» (non una legge della regione Veneto!) indicasse che il servizio di guardia medica viene erogato ai soggetti residenti nel territorio di competenza”. Risponde così, attraverso una lettera a La Stampa, l’assessore alla sanità veneta Luca Coletto. “La «normativa» in questione è un Accordo Sindacale Nazionale”, ha aggiunto. Quindi, tradotto, è vero che la guardia medica veneta, ma anche quella calabra o quella molisana, fornisce assistenza solo ai residenti, ma questa “regola” non è frutto della Regione Veneto e della devolution, ma è invece figlia di un non meglio specificato “Accordo Sindacale Nazionale”. A leggere quello che Coletto scrive vien da pensare che, anche se nessuno ce  l’aveva detto, da oggi, o forse da ieri ma non lo sapevamo, è meglio sentirsi male a casa propria perché solo lì saremo curatialmeno dalla “Guardia medica”. La notizia è clamorosa anche se, a legger bene la lettera dell’assessore, sembra che anche lui in fondo non abbia le idee chiarissime in merito alla questione.

Facciamo un passo indietro di circa una settimana per capire che cosa ha spinto Coletto a scrivere al quotidiano di Torino. La storia è quella di una scolaresca emiliana in gita in Veneto che, vittima di una vera o presunta intossicazione, si sarebbe vista rifiutare le cure dalla guardia medica locale perché, a detta della dottoressa di turno, queste sarebbero state riservate ai soli residenti (vedi articolo https://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/cure-veneti-studenti-gita-emiliani-799596/ ). Questa almeno era la versione raccontata dagli insegnanti dei ragazzi in gita. Versione immediatamente, almeno in parte, smentita dal direttore generale dell’Ulss 16 di Padova Fortunato Rao che ha fornito una diversa ricostruzione dei fatti: “la guardia medica non ha mai detto di non poter intervenire ma ha consigliato, visto il numero di studenti colpiti da malore, di chiamare le ambulanze per farli trasportare all’ospedale di Abano”. Sia come sia, la vicenda si risolse con una staffetta di ambulanze del 118 che portò tutti i ragazzi intossicati nell’ospedale di Abano per le relative cure e lo stesso Coletto disse la sua: “apprendo la notizia dall’ANSA con grande rammarico e assicuro che la prima cosa che farò da subito è quella di andare a fondo di questa vicenda, senza escludere la possibilità di assumere provvedimenti nei confronti di chi si fosse reso responsabile di questi comportamenti”.

Passati sette giorni o poco più l’assessore deve essere andato a fondo, e ha voluto rendere pubbliche le sue conclusioni. “Ho letto con sorpresa le notizie sul presunto diniego da parte della guardia medica di Abano Terme a fornire assistenza ad una scolaresca di Reggio Emilia. Come garantito, ho disposto un’approfondita indagine interna, i cui esiti voglio rendere pubblici.
1) Nessuna assistenza è stata negata a nessuno: sin dalla prima telefonata il medico di turno ha indagato la presenza di sintomi di rilievo e dato i suggerimenti necessari. Ad una successiva telefonata il medico ha avuto il fondato sospetto di trovarsi di fronte ad un’intossicazione di gruppo ed ha correttamente indirizzato i pazienti al vicinissimo ospedale di Abano per effettuare gli esami urgenti e praticare le cure necessarie, che sono state prontamente erogate.
2) La dottoressa ha precisato che forniva la sua assistenza nonostante «la normativa» (non una legge della regione Veneto!) indicasse che il servizio di guardia medica viene erogato ai soggetti residenti nel territorio di competenza. La «normativa» in questione è un Accordo Sindacale Nazionale.

3)Nel caso in questione, la dottoressa ha riferito sulle prassi in essere per l’erogazione del servizio ma, trovandosi di fronte a pazienti da curare, ha giustamente ritenuto di attivarsi ugualmente.
La risonanza avuta da questa «denuncia» ci sta creando problemi e sono già molte le mail ricevute da scuole che ci chiedono se, venendo in Veneto, troveranno o no assistenza sanitaria. La risposta è, ovviamente, sì, a 360 gradi”.

L’indagine sarà stata approfondita, ma qualche dubbio a dire il vero rimane. Sembra verosimile che i ragazzi della scolaresca siano stati indirizzati e dirottati verso un ospedale visto il numero dei malati, più che essere stati “rifiutati”. Ma a parte il caso singolo l’assessore non smentisce che esista una normativa che garantisce il servizio di guardia medica ai soli residenti, si limita a dire che questa bella pensata non è imputabile nè a lui nè alla Regione per cui lavora e scarica il barile e la responsabilità di questa “normativa” su un “Accordo Sindacale Nazionale”. Anzi, sottolinea che la dottoressa in questione ha deciso di attivarsi nonostante la prassi. Salvo poi smentirsi e garantire l’assistenza medica a tutte le scolaresche preoccupate, assistenza medica a 360 gradi scrive, cosa intenda è un mistero.

Normativa sì o normativa no, legge regionale o accordo sindacale la sostanza però non cambia: residenti e non avranno un trattamento sanitario differente tra loro, quello che è garantito per i primi non è detto che sia garantito per gli altri, almeno leggendo la lettera dell’assessore Coletto. Ma è possibile che in Italia esista una norma simile? Quale mente “iperfederalista” o quale interesse di settore, quale tutela sindacal-corporativa possono aver generato una tale contorta “normativa”? L’assessore garantisce alle scolaresche preoccupate che possono star tranquille, ma a che titolo lo fa se appena una riga prima afferma che esiste una “normativa” che accorda l’assistenza sanitaria ai soli residenti? E questa concessione varrà anche per chi quest’estate andrà al mare in Veneto o per gli sciatori che si affolleranno a Cortina? E le altre regioni italiane sono a conoscenza di questo “Accordo Sindacale Nazionale”, come si comportano i medici laziali e quelli lombardi? O sono stati proprio i medici della Guardia medica su tutto il territorio nazionale a volerla?

Effettivamente il regolamento di Guardia Medica, facilmente reperibile anche su internet, recita all’articolo 67 – compiti del medico: “il medico di continuità assistenziale (cioè la guardia medica ndr) assicura le prestazioni sanitarie non differibili ai cittadini residenti nell’ambito territoriale afferente alla sede di servizio”. A questo paragrafo fa riferimento Coletto nella lettera, come spiega meglio al Mattino di Padova in cui cita, riportandolo lettera per lettera, proprio il regolamento di guardia medica.

Regione assolta quindi, ragazzi probabilmente trattati nel mondo giusto, cioè indirizzati verso l’ospedale più vicino perché troppo numerosi per essere seguiti in ambulatorio o perché fosse sufficiente una visita a domicilio, ma la norma esiste, esiste eccome, uomo avvisato mezzo salvato.