Comunali Venezia, Brunetta insegue e punta al ballottaggio

Pubblicato il 30 Marzo 2010 10:38 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2010 10:38

Renato Brunetta

Nel mare verde del Veneto c’è una città che tanto verde non è. A Venezia, capoluogo della Regione, la vittoria del candidato sindaco per il centrodestra, il ministro Renato Brunetta è tutt’altro che scontata. Lo dimostrano, infatti, i risultati di lunedì 30 marzo: mentre Luca Zaia rastrellava consensi in tutta la Regione, infatti, a Venezia la Lega non ha sfondato ed il Pd è rimasto il primo partito con il 30.46% mentre il Pdl si è fermato attorno al 25%.

Se i numeri delle regionali si dovessero confermare anche alle Comunali a Venezia lo scenario più probabile è quello del ballottaggio ma il candidato del centrosinistra Giorgio Orsoni potrebbe farcela anche al primo turno grazie all’appoggio dell’Udc.  Orsoni, infatti, sempre sulla base dei numeri delle regionali,  ondeggia tra il 49.5 e il 50% grazie anche all’appoggio degli uomini di Casini mentre Brunetta si ferma poco sotto il 45%.  Ma il voto comunale potrebbe riservare delle sorprese ed essere, almeno in parte, difforme da quello regionale.

Un altro fattore che gioca a favore di un probabile ballottaggio è nel numero dei candidati alla poltrona di primo cittadino, addirttura 9. E tra i sette “minori” ce ne sono un paio che potrebbero raggranellare voti decisivi per obbligare i due contendenti al secondo turno.  Interessanti, soprattutto,  i consensi della lista civica mestrina di Alfredo Scibilia e della lista ambientalista e radicale di Michele Boato. Per non dire del “grillino” Marco Gavagnin visto che alle Regionali il Movimento cinque stelle ha preso nel Comune di Venezia oltre il 4%. Dopo il caso del Piemonte, dove la Bresso ha perso proprio per il 4% Movimento a cinque stelle anche Orsoni rischia di non poter brindare proprio a causa dei grillini.

Da valutare, poi, c’è anche un possibile “effetto Brunetta” ovvero capire se il ministro “anti-fannulloni” sia stato in grado o meno di pilotare dei voti disgiunti sulla sua candidatura.