Venezia, non solo studenti: anche un consigliere comunale si arrampica sull’ospedale. Chiede la riapertura di pediatria

Pubblicato il 26 Novembre 2010 18:07 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2010 18:19

Si era arrampicato sull’ospedale per chiedere la riapertura del servizio assistenziale pediatrico, poi ha interrotto la protesta ed è sceso. Il consigliere comunale di Venezia Beppe Caccia è rimasto appeso per circa tre ore a 10 metri d’altezza fuori da una finestra dell’ospedale civile San Giovanni e Paolo per chiedere la riapertura del servizio assistenziale pediatrico, sospeso dal luglio scorso.

Dopo aver avuto garanzie che la trattativa con l’Ulss riprenderà, il consigliere dei Verdi ha deciso di scendere dalla finestra dove aveva appeso anche uno striscione con la scritta ”La salute è un diritto dei bambini”. La clamorosa protesta è finita grazie anche alla mediazione del sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, che ha convocato per lunedì mattina un “tavolo” di trattativa fra il direttore dell’Ulss 12 e i rappresentanti dei pediatri di base, a cui parteciperà personalmente: ”Ho appena sentito il sindaco che mi ha dato la conferma ufficiale – spiega Caccia – Noi comunque confermiamo la manifestazione dei genitori che si terrà domani mattina alle 10.30 davanti all’ospedale. Garantire il servizio durante i week end e i giorni festivi costa poche centinaia di migliaia di euro all’anno per oltre 10 mila interventi di assistenza”.

Proprio oggi nelle stesse ore, a Venezia anche gli studenti anti-Gelmini hanno inscenato una clamorosa protesta salendo sulla balconata della basilica di San Marco: ”In questo Paese salire sui tetti delle fabbriche, scalare i monumenti e arrampicarsi sta diventando una necessità per farsi ascoltare. Ormai capiscono solo questo linguaggio”.