Veronica Lario, ecco perché rivuole l’assegno di Berlusconi: “Ho rinunciato a fare l’attrice per lui”

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 febbraio 2018 14:38 | Ultimo aggiornamento: 5 febbraio 2018 14:38
Veronica Lario chiede l'assegno di divorzio: "Ho rinunciato alla carriera per Berlusconi"

Veronica Lario e Silvio Berlusconi (Foto Ansa)

MILANO – Veronica Lario passa al contrattacco dopo la sentenza che ha cancellato l’assegno di mantenimento da parte dell’ex marito Silvio Berlusconi e che la vorrebbe costringere a rimborsargli  tre annualità del maxi assegno, per un totale di circa 45 milioni.

Veronica Lario, su richiesta del marito, “ha rinunciato in giovane età alla carriera di attrice per dedicarsi interamente alla casa, alla famiglia e all’allevamento dei tre figli Barbara, Eleonora e Luig. Una situazione da cui Berlusconi avrebbe tratto due vantaggi: ‘potersi dedicare più liberamente e intensamente alle molteplici attività imprenditoriali’ e ‘costruirsi un’immagine di capo di una famiglia felice, largamente sfruttata nella propria vita politica”: queste le parole contenute nel ricorso in Corte di Cassazione presentato dalla ex moglie di Berlusconi contro la sentenza della corte d’appello di Milano, che a novembre ha azzerato il suo maxi assegno di mantenimento post divorzio da 1,4 milioni mensili.

Secondo quanto riferisce l’agenzia Radiocorgli avvocati di Lario contestano sia il nuovo orientamento inaugurato dalla famosa ‘sentenza Grilli’ (l’anno scorso l’economista si era visto riconoscere dalla Cassazione il diritto a non dovere mantenere la ex moglie perché “economicamente autonoma”), sia i calcoli effettuati sul patrimonio di Veronica Lario, su cui oltre al vizio di omesso esame sarebbero stati commessi, secondo i legali, “gravi errori di diritto” oltre che puramente tecnici.

Per questo “è surreale e iniqua” l’ipotesi che la ex first lady, come invece stabilito dal tribunale di Milano, sia obbligata a restituire tre annualità del maxi assegno a Berlusconi, “compresi gli importi da lei doverosamente versati al fisco e praticamente irrecuperabili”.

Ed è proprio questo il punto che più preoccupa gli avvocati di Veronica Lario, che chiedono alla Suprema corte “anche qualora non condividessero altri motivi di annullamento della sentenza del tribunale di Milano, quanto meno di cassare il capo relativo alla decorrenza della revoca dell’assegno divorzile, poiché quest’ultimo va considerato per sua natura destinato al consumo anche indipendentemente dalla sua misura e irripetibile”.

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