Arcore. Meno tasse? No, più rigore: passa la linea Tremonti

Pubblicato il 6 Giugno 2011 19:36 | Ultimo aggiornamento: 19 Aprile 2012 11:18

Umberto Bossi e Giulio Tremonti

ROMA – L’attesa era spasmodica, lo stesso Gianni Letta aveva annunciato una “giornata calda” ad Arcore. Ore 12, la suspence a villa San Martino è tutta per l’incontro tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. Il padrone di casa aspetterà un bel po’, perchè a quanto pare Bossi non arriverà prima delle 14.

I nomi sono quelli delle grandi occasioni: per la Lega i ministri Roberto Maroni e Roberto Calderoli, il capogruppo alla Camera Reguzzoni, l’esperto leghista di conti pubblici Giancarlo Giorgetti e il sempre più presente Renzo Bossi. Il padrone di casa è accompagnato da Niccolò Ghedini, il neo segretario del Pdl Alfano, e non manca ovviamente il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Sì perchè il piatto forte della riunione è il Fisco.

Bossi arriva ad Arcore con tre richieste: portare a casa almeno un ministero al Nord, la riforma fiscale che dia fiato all’elettorato leghista e il rimpasto di governo (magari con Castelli alla Giustizia, posto lasciato libero da Alfano, e perché no, anche un leghista vicepremier). La posta in gioco è alta, al punto che qualcuno non esclude che la Lega non aspetti altro che arrivare al punto di rottura e abbandonare la coalizione.

E invece succede che dal cancello di Villa San Martino si affaccia Alfano (Berlusconi ha lasciato il vertice prima della conclusione) e l’attesa si smonta come un soufflé. Il “coniglio” che tutti aspettavano da Arcore, la resa dei conti, il cambio di strategia, non c’è. Anzi, se possibile esce rafforzata la linea di Tremonti: altro che taglio delle tasse, ancora rigore sui conti pubblici.

”E’ stato confermato l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2014”, ha detto Alfano, “e il fatto che questo dovrà avvenire secondo i tempi previsti e secondo i vincoli che l’Unione Europea ci assegna”, ossia esattamente quello che Tremonti va ripetendo da mesi. Quindi nessuna riduzione di un punto per ciascuno dei cinque scaglioni di tasse, magari dall’anno prossimo. Il motivo è semplice: l’Italia resta pur sempre un’osservata speciale dei mercati e il ministro dell’ Economia è il bastione che ha garantito finora la tenuta dei conti pubblici e che rassicura gli investitori istituzionali. Berlusconi e Bossi hanno dovuto prendere atto che manovre di spesa azzardate potrebbero essere drammaticamente bocciate a livello internazionale e determinare la caduta dei titoli pubblici italiani.

Alfano, piuttosto stringato, ripete invece come un mantra che l’alleanza Pdl-Lega è solida. Dal vertice esce ”rafforzata la volontà di andare avanti e concludere questa legislatura”. ”Il rapporto fra la Lega e Pdl, tra Berlusconi e Bossi è solido – garantisce – e la maggioranza è in grado di dare stabilità e portare aventi le riforme. E’ stato un incontro tra due leader, Bossi e Berlusconi, e una squadra collaudata che ha governato bene il Paese e che intende completare il programma arrivando alla conclusione della legislatura nel 2013”. “Abbiamo ricordato – spiega ancora Alfano – come questa sia la coalizione in grado di assicurare all’Italia governi che durano cinque anni, e che a differenza della sinistra è in grado di assicurare una stagione di riforme. Abbiamo governato tanti anni. E’ la storia che testimonia che la nostra è una alleanza collaudata e robusta”.

E le altre richieste della Lega? Niente da fare, non se ne è neanche parlato. Stando a quanto riferisce Alfano, ”non si è assolutamente parlato dell’ipotesi di nominare due vicepremier”, né di chi andrà ad occupare la casella di Guardasigilli nel governo.  E la sulla discussa proposta dei ministeri al Nord si è arrivati a una nuova frontiera lessicale. Non “ministeri”, neanche “dipartimenti”, ma “uffici di rappresentanza” seppur ‘altamente operativi”.

Berlusconi parla solo in serata mostrandosi insolitamente evasivo. Il taglio delle tasse? Vedremo, dice il premier, la riforma fiscale è in programma poi vedremo che fare…Il candidato premier per il 2013? Non se n’è parlato, dice Berlusconi smentendo che Bossi sia arrivato ad Arcore chiedendo un nuovo nome per prossime politiche (anche questa era un’ipotesi della vigilia).

Basterà alla Lega? Bisognerà aspettare un altro appuntamento politico, ossia Pontida, il 19 giugno prossimo. Tradizionalmente, il palco dei grandi annunci della Lega.