Vertice Fini-Lega: la scissione sembra scongiurata

Pubblicato il 28 Aprile 2010 10:47 | Ultimo aggiornamento: 28 Aprile 2010 10:47

Prove di dialogo tra Fini e la Lega. Mentre da Milano Roberto Castelli continua a denunciare oscure manovre del presidente della Camera contro il federalismo («Ho l’impressione che lo voglia fermare»), il Carroccio con Calderoli e Cota prova a ricucire lo strappo. In riunione Fini ha detto ai delegati padani di non avere alcuna intenzione di far saltare il Governo e la maggioranza. Chiede però quanto costerà attuare il federalismo fiscale, precisando che a fornirgli “garanzie” non è la Lega ma il ministro dell’Economia, Tremonti.

All’orizzonte si profila un incontro anche tra Bossi e Fini per allontanare del tutto l’ipotesi di elezioni anticipate. Calderoli tira un sospiro di sollievo: se si andasse alle urne sarebbe del tutto inutile parlare di riforme. Mentre con l’aperura ai finiani la bozza delle riforme può ripartire da subito, magari con i debiti aggiustamenti. «È un momento unico per realizzare le riforme, sarebbe un delitto non farle». Alle 15 è prevista la riunione delle commissioni Affari costituzionali di Senato e Camera per iniziare a dibattere le modifiche possibili della Costituzione. Presto verrà fissato un fitto calendario di audizioni, come preannunciato da Carlo Vizzini, che dà il benvenuto anche agli interventi dei magistrati. Nel frattempo i partiti avranno modo di chiarirsi su presidenzialismo Usa, sistema francese e premierato britannico.

La tregua separata fra Lega e Fini sembra dare fiato al fronte degli ottimisti. Ma per il Cavaliere è ancora presto per scommettere sulla piega che prenderà la XVI legislatura repubblicana. Dopo lo scontro tra i due leader in direzione nazionale giovedì scorso, la ferita è ancora troppo fresca: «siamo ancora convalescenti e… attenti alle ricadute» ha dichiarato il numero due del Pdl al Senato, Quagliarello. Berlusconi continua dunque a non fidarsi: la lealtà di Fini andrà testata su terreni concreti. La giustizia su tutti: dalla legge sulle intercettazioni al Lodo Alfano in versione costituzionale che oggi verrà votato oggi a Palazzo Madama. Staremo a vedere cosa succederà.