Casa Montecarlo, attesa per il “video-verità” di Fini: siti in tilt aspettando la “resa dei conti”

Pubblicato il 25 Settembre 2010 15:55 | Ultimo aggiornamento: 25 Settembre 2010 17:27

Gianfranco Fini

La verità di Fini, secondo le ultime notizie di Generazione Italia, la sapremo alle 19. La messa in Rete del video è stata rimandata di ora in ora, per tutta la giornata di oggi. Come mai? Il mistero si infittisce, i comunicati ufficiali parlano solo di “problemi tecnici” dovuti ai tantissimi contatti che i siti finiani ricevono da tutta la giornata.

Dalle prime ore del mattino i siti di GenerazioneItalia.it, FareFuturo.it, Secoloditalia.it e Libertiamo.it hanno registrato problemi tecnici, forse per i troppi contatti, anche se una frase minacciosa sul sito Libertiamo.it dà corpo a più cupi sospetti: “Dalle 10 di questa mattina i siti del Secolo d’Italia, di Farefuturo, di Generazione Italia e di Libertiamo sono bloccati. Stiamo lavorando per verificarne le ragioni e ripristinare la funzionalità”. E’ quanto afferma il direttore del Secolo Flavia Perina che aggiunge: ‘La messa in rete dell’intervento di Gianfranco Fini non potrà comunque avvenire prima del pomeriggio”.

Libertiamo.it (sito dell’associazione diretta da Benedetto Della Vedova) in precedenza aveva pubblicato una nota tecnica per i lettori: “A causa del grande numero di visitatori il sito non è raggiungibile”.

Cresce la tensione e l’attesa per quello che sarà prima di tutto un discorso politico. Poi all’ora di pranzo il sito di Generazione Italia scrive: “Il video con la dichiarazione del presidente Fini, sarà disponibile nella seconda metà del pomeriggio”. Probabilmente. si dice, intorno alle 17.

L’ attesa cresce ancor di più dopo la rivelazione di un avvocato vicentino, ex senatore della Lega, Renato Ellero, che ha gettato una nuova bomba, o petardo, sulla vicenda dicendo: “So chi è il vero proprietario della casa di Montecarlo. E’ un mio cliente ma non è Giancarlo Tulliani”. Parole che riaprono quindi una ferita aperta ed esasperano ancora di più la polemica politica tra finiani e Pdl proprio su questo punto. Si rincorrono le accuse di killeraggio, di dossieraggio. D’altronde non è un caso che Silvio Berlusconi abbia deciso oggi di “lamentarsi” con i “Promotori della Libertà” del clima politico che definisce “disastroso” a causa dei tanti “insulti e falsità” che hanno fatto della politica “un teatrino”.

Insomma l’avvertimento è, ovviamente, tutto per Gianfranco Fini, che oggi ha voluto “anticipare” il suo stesso video in un colloquio con il Messaggero in cui dice: “La storia della casa di Montecarlo venduta a mio cognato è falsa, è tutta una montatura, mi vogliono screditare ma io resisterò e lotterò ancora più duramente”. E qui siamo al punto, che spiega anche tanta attesa per il discorso del presidente della Camera.

Perché quello che si accinge a mettere on line Fini è un discorso politico, non tanto una giustificazione sulla compravendita di una casa. E’ per lui un’ultima prova della “O la va o la spacca”, un modo per passare al contrattacco, per provare a Berlusconi che lui è più forte e che non abbassa la testa davanti a “una patacca” come questo dossier sulla sua famiglia, che lui continua a lottare. Dovrà essere convincente per riuscire nel suo intento, dovrà convincere prima di tutto gli elettori finiani della sua buonafede ed estraneità da questa vicenda, e poi dovrà convincere l’Italia. Per essere inattaccabile, per avere un’armatura poderosa d’innanzi agli attacchi dei suoi ex colleghi di partito e dalle richieste di dimissioni dallo scranno più alto di Montecitorio.

Dovrà spiegare se la casa di Montecarlo è stata svenduta sotto costo o se invece la valutazione corrispondeva a prezzi di mercato, non di quando entrò nel patrimonio di An, ma di quando ne uscì, due lustri dopo. Dovrà poi dire se Giancarlo Tulliani, il cognato affittuario dell’appartamento, è anche il vero acquirente. Infine dovrà chiarire se anche lui, come i finiani in questi giorni, crede che dietro questo dossier ci siano “i servizi” o, ancora di più, “una persona vicina a Silvio Berlusconi”. E di conseguenza dovrà annunciare le conseguenze politiche di questa guerra, aprendo, forse una crisi di governo.