Vitalizi ai parlamentari condannati aboliti, ma solo per i reati gravi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Maggio 2015 16:55 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2015 18:54
Vitalizi ai parlamentari condannati per reati gravi: la Camera li abolisce

Palazzo Montecitorio (Foto Lapresse)

ROMA – Stop ai vitalizi per gli ex parlamentari condannati a pene superiori ai due anni per reati gravi di mafia, terrorismo e contro la pubblica amministrazione (escluso l’abuso d’ufficio): l’Ufficio di presidenza della Camera e quello del Senato hanno detto sì. Hanno votato contro la delibera o hanno lasciato l’aula prima del voto Forza Italia, Gal (Grandi autonomie e libertà), Movimento 5 stelle e Area Popolare. Hanno votato a favore Pd, Sel, Scelta Civica, Lega e Fratelli d’Italia.

Mercoledì 6 maggio in una dichiarazione congiunta i presidenti di Montecitorio e Palazzo Madama, Laura Boldrini e Pietro Grasso, avevano sottolineato la necessità di arrivare quanto prima ad una decisione e avevano accolto una delegazione di Libera e Gruppo Abele (che oggi, giovedì 7 maggio, sono in piazza Montecitorio) con 500mila firme pro-abolizione.

Il tema continua a dividere le forze politiche e i partiti. A cominciare dal Pd. Per il senatore Ugo Sposetti, storico tesoriere dei Ds, non è un tema che possa essere affrontato dall’Ufficio di presidenza. Sposetti ha anche parlato di un modo di “lisciare il pelo all’antipolitica”. Le sue parole hanno provocato l’immediata reazione dei Cinque Stelle: “E’ un’indecenza” hanno urlato i senatori pentastellati. Anche il capogruppo Pd Luigi Zanda ha preso le distanze dal’ex tesoriere: “Ha preso la parola a titolo personale. Il gruppo del Pd ritiene vadano osservate in modo assoluto le norme stabilite dai regolamenti parlamentari”.

In mattinata la Lega ha presentato una proposta di legge che non solo prevede l’abolizione dei vitalizi per gli ex parlamentari condannati in via definitiva per reati gravi, ma determina l’abolizione totale di qualunque tipo di vitalizio o di pensione per tutti i parlamentari, deputati e senatori, cessati dal mandato.

Contro l’ipotesi di revoca del vitalizio ai parlamentari condannati si è schierato Fabrizio Cicchitto di Area popolare: “La revoca dei vitalizi ai parlamentari condannati attraverso delibere degli Uffici di Presidenza delle Camere è una decisione grave e quanto meno di dubbia costituzionalità”. Sulla stessa linea il forzista Francesco Nitto Palma, secondo il quale qualsiasi decisione deve essere presa attraverso una legge altrimenti, come ha sottolineato in una nota il partito, si rischia “la bocciatura della Consulta”.