Vitalizi d’oro, Trentino chiede indietro soldi a 127 ex consiglieri: 29 milioni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 settembre 2014 10:57 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2014 10:58
Vitalizi d'oro, Trentino chiede indietro soldi a 127 ex consiglieri: 29 milioni

Luis Durnwalder con Giorgio Napolitano (Foto Lapresse)

TRENTO – Vitalizi d’oro, il Trentino chiede indietro i soldi a 127 consiglieri regionali. In tutto si tratta di 29 milioni di euro. Che fanno, in media, quasi 228mila euro a testa, come sottolinea Diodato Pirone sul Messaggero.

Tra i 127 ex consiglieri ci sono nomi già noti alle cronache: come quello di Luis Durnwalder, ex presidente della Provincia di Bolzano che dovrebbe restituire quasi 190mila euro. O quello di Eva Klotz, attuale consigliere a Bolzano e rappresentante di un partito che sostiene il passaggio del Sud-Tirolo al Tirolo austriaco, che dovrebbe restituire 435mila euro. Mauro Delladìo deve ridare niente meno che 462mila euro. O ancora l’ex presidente della Regione Lorenzo Dellai, oggi deputato centrista, che deve restituire 520mila euro. Ma anche il senatore leghista Sergio Divina dovrebbe essere chiamato a ridare l’assegno da 355mila euro ricevuto come anticipo del suo supervitalizio ormai fuori legge.

Sì, perché la questione è proprio questa: quei soldi sono stati dati agli ex consiglieri come vitalizi, anticipati in una unica soluzione anziché diluiti in assegni mensili. Soltanto che nel frattempo quei vitalizi d’oro sono diventati fuori legge, e così la Regione si ritrova a chiedere i soldi indietro.

Ai 127 consiglieri la Regione ha inviato un decreto di ingiunzione per centinaia di migliaia di euro.

Spiega Pirone sul Messaggero:

“Le lettere di ingiunzione stanno partendo perché, ufficialmente, gli incredibili vitalizi dei consiglieri regionali trentini sono stati calcolati male. In realtà perché da mesi nella Regione è in atto una sorta di sollevazione popolare contro ”vitalizi di platino” che ha costretto l’ente a rifare i conteggi sulla base di una nuova legge con nuove regole decisamente più sobrie”.

Se il Trentino riuscirà nell’impresa anche la Lombardia lo seguirà.

“La strada del possibile ricorso unisce gli ex consiglieri del Trentino-Alto Adige a quelli lombardi. Anche la Lombardia, infatti, sta per varare per legge una riduzione dei vitalizi. La strada scelta dal consiglio regionale lombardo è quella del contributo di solidarietà, una tassa insomma, che in alcuni casi arriverà a sfiorare i mille euro mensili. Contro questa legge (che sarà votata a ottobre) l’associazione degli ex consiglieri regionali lombardi minaccia un ricorso per incostituzionalità. Successivamente la palla passera al Lazio dove entro ottobre dovrebbe essere approvata una legge regionale che, tra l’altro, ricalcolerà, tagliandoli, i vitalizi oggi in pagamento. Vitalizi che sono i più ricchi d’Italia poiché nel loro calcolo non era inserito solo lo stipendio ma anche la diaria che serviva per ”coprire” le spese d’alloggio e dei ristoranti”.