I 22 onorevoli aggrappati al vitalizio: “Il taglio non si deve fare”

Pubblicato il 31 Gennaio 2012 14:54 | Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio 2012 14:57

Camera dei deputati

ROMA – I difensori del vitalizio a tutti i costi sono 22. Giuseppe Consolo di Futuro e Libertà lo annuncia direttamente dalla colonne del Fattoquotidiano in un’intervista.

Sono tanti, di diversi schieramenti, ma niente nomi: per adesso le identità restano sconosciute. L’elenco è blindato ma presto potremmo sapere nomi di viceministri e deputati che di tagli non vorrebbero sentir parlare, proprio come Giovanna Melandri che ha già fatto outing sulla sua opposizione.

“Adesso rappresento il presidente del Consiglio di giurisdizione, un organo che funziona benissimo, ma completamente sconosciuto. Aspetto con ansia giovedì 2 febbraio. Ci riuniremo per fissare il calendario e, credo, per rivelare i nomi dei deputati. Anche se i termini scadono il 4, sabato. Sento il dovere di custodire un segreto inviolabile per un breve periodo di tempo. Sono 15 giorni che resisto per rinviare un casino annunciato. Capirò i cittadini che s’incazzeranno. Sono quasi tutti, direi. Ho controllato con attenzione, però: zero di Futuro e Libertà”.

I nomi li potremo sapere già giovedì probabilmente, ma cresce il numero degli scontenti ultras fra gli onorevoli che si vogliono tenere stretto il vitalizio.

“Ricevo moltissime telefonate, mi chiedono di intervenire e di evitare che cresca il numero di chi presenta i ricorsi, ma io sono giudice in questo momento, né politico né avvocato. Non voglio nemmeno immaginare il putiferio che scoppierà giovedì. Capisco la preoccupazione di Gianfranco Fini o del governo perché qui rischiamo tutti l’indignazione popolare. Io sono rigoroso e preciso. Ho preso le carte in fretta per guardarle con un occhio soltanto, poi ho pregato i funzionari di mettere i documenti in cassaforte. Ho persino vietato i capannelli a Montecitorio, ci sono pettegolezzi e indiscrezioni davvero insopportabili. Da politico, speravo fossero di meno. Ma i colleghi che vengono in uffici vanno avanti convinti di avere ragione e di ottenere la vittoria”.