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Vittorio Sgarbi: “Napolitano nelle telefonate a Mancino insulta Ingroia”

Vittorio Sgarbi (foto LaPresse)

Vittorio Sgarbi (foto LaPresse)

ROMA – Nessun riferimento alla presunta trattativa tra Stato e mafia. Ma insulti, quelli sì, a quell’Antonio Ingroia che della trattativa si è a lungo occupato. Questo ci sarebbe, e il condizionale è d’obbligo, nelle telefonate tra Giorgio Napolitano e Nicola Mancino, prima acquisite dalla procura di Palermo e poi distrutte su decisione del Tribunale. A dirlo, in una chiacchierata a Radio 24 nella trasmissione “La Zanzara” è Vittorio Sgarbi.

Come fa a saperlo? Semplice. Sgarbi sostiene di aver ascoltato quelle telefonate:

“Sono uno dei pochi che ha potuto ascoltare le telefonate tra Napolitano e Mancino. Mancino dice a Napolitano: ‘sai, vorrei che fosse Grasso ad occuparsi di me e non Ingroia’. A quel punto il Capo dello Stato risponde: ‘caro Nicola, Ingroia è una testa di cazzo, uno stronzo’. Per questo non ha voluto che fossero rese note. Non c’entra niente con la trattativa”.

Come e quando le avrebbe sentite Sgarbi non lo dice. Sta di fatto che subito dopo aver spiattellato in radio il presunto contenuto il critico fa una mezza retromarcia:

“Il presidente della Repubblica  non può permettersi di essere come me, quelle telefonate non nascondono nulla ma non sono potabili dal punto di vista del galateo politico. E comunque Napolitano ha diritto alla riservatezza”.

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