Il voto a Grillo: calcio alla destra che azzoppa la sinistra

Pubblicato il 18 ottobre 2011 13:37 | Ultimo aggiornamento: 18 ottobre 2011 13:41

ROMA – E almeno adesso Enrico Mentana al lunedì potrà smetterla di sommare e incolonnare il Movimento Cinque Stelle tra le percentuali di intenzioni di voto che si aggiungono al cartello della sinistra. Non c’era bisogno del risultato delle elezioni regionali in Molise, la cosa era chiara anche prima e sarebbe il caso di prenderne atto e di finirla con l’equivoco. Che non è solo di Mentana e del suo sondaggista. Equivoco diffuso che non ha più nessuna ragione di persistere. Beppe Grillo e il suo Movimento hanno tutti i diritti e le ragioni per presentarsi alle elezioni e raccogliere voti. E i voti che raccolgono sono ovviamente buoni e legittimi come tutti gli altri. Ma non sono liste, candidati e voti che in nessun modo si sommano a quelli della sinistra. Tutt’altro, giocano in proprio. E giocando in proprio la loro autonoma e legittima battaglia si oppongono e contrappongono sia alla destra governante che alla sinistra di opposizione, in Molise come in tutta Italia.

Era già successo in Piemonte, si è ripetuto in Molise. Molise dove il candidato Michele Iorio della destra è stato riconfermato Governatore con il 46,9% dei voti mentre il candidato dell’opposizione appoggiato dalla sinistra Paolo Frattura si è fermato al 46,1 per cento. Il candidato del Movimento Cinque Stelle ha raccolto il 5,6 per cento. La matematica e la politica coincidono: se i voti dei “Grillini” fossero stati cumulabili con quelli dell’opposizione di sinistra, allora il Molise avrebbe cambiato Governatore. Ma i voti per Grillo e i suoi candidati non si sommano con quelli dell’opposizione di centro sinistra, sono altra cosa. E gli elettori che votano Cinque Stelle lo sanno e lo sa e lo rivendica anche Beppe Grillo. Leader, candidati, liste ed elettori che non sono obbligati a far coalizione con il centro sinistra, tutt’altro. Viaggiano orgogliosamente da soli e non ritengono sia un peccato farlo. Così come non ritengono sia un peccato politico-elettorale far danno indiretto al candidato del centro sinistra. Inutilmente lamentoso è al riguardo appunto il lamento della sinistra che quei voti, o almeno parte di essi, li ha persi e non può rivendicarli come suoi. Però farla finita con l’equivoco ormai bisogna: Grillo non è “una costola” della sinistra. Votare per lui e i suoi candidati è un calcio agli stinchi della destra e della sinistra, spesso calcio che azzoppa la sinistra. Che nessuno si confonda più.