Whatsapp, da allarme bomba a Renzi…ormai lo usiamo tutti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Novembre 2015 18:40 | Ultimo aggiornamento: 20 Novembre 2015 19:18
Whatsapp, da allarme bomba a Renzi...ormai lo usiamo tutti

Whatsapp, da allarme bomba a Renzi…ormai lo usiamo tutti (foto Ansa)

ROMA – La politica ai tempi di Whatsapp… nell’epoca della messaggistica istantanea sugli smartphone, anche gli allarmi bomba viaggiano sui telefonini. E un premier tecnologico come Matteo Renzi non poteva essere da meno. Riassunto: il 19 novembre la stazione Lepanto della metro A di Roma viene chiusa per un allarme bomba. Su Whatsapp circola un messaggio che parlava di una registrazione audio in cui si sente una donna che avverte sua figlia del pericolo di un attentato imminente a Roma, spiegandole di aver scoperto la cosa dopo aver parlato con “la mamma di Anastasia che lavora al ministero degli Interni”. Il messaggio si rivela una bufala e allora scende in campo Renzi, che usa lo stesso mezzo per lanciare un altro audio messaggio, il cui succo è: “Non credete a queste bufale”.

“Qualcuno pensa di essere simpatico – dice Renzi – ma non si rende conto che suscita un clima di paura e anche di panico. Vorrei invitare tutti a non cascarci, terrorismo è una minaccia molto seria ma isteria non domini nostre vite”.

“Noi – sostiene il premier in un messaggio di 16 secondi nel quale si rivolge ai “ragazzi” – siamo molto attenti e determinati. Ma è fondamentale che non cadiamo nella trappola di chi vuole rinchiuderci a chiave in casa e farci vivere nella paura. Stare attenti è una cosa, ma contemporaneamente non bisogna lasciare all’isteria il compito di dominare la nostra vita. I ragazzi sono molto molto più intelligenti di quello che qualcuno crede. Nessuno ci porterà via la nostra vita”.

La Polizia di Stato, fin dalle prime ore di questa mattina attraverso la pagina Facebook “Una vita da social” ha pubblicato un post su questo messaggio vocale, al quale ha fatto riferimento anche il premier Matteo Renzi, avvertendo del falso allarme. Nel messaggio vocale una ‘madre’ avverte la propria figlia che vive a Roma di non uscire di casa perché ci sarà un attentato terroristico nel centro della città. A essere colpiti, si dice, saranno soprattutto i giovani che frequentano i luoghi della movida. La donna afferma di avere una fonte sicura di informazioni, un’amica che lavora al Ministero dell’interno.

Questo messaggio è diventato virale, passando dai telefonini di moltissimi utenti che utilizzano questa messaggistica e, sottolineano alla Polizia, rischia di creare ulteriore allarmismo in una città in cui ogni giorno le forze dell’ordine devono verificare diversi allarmi bomba, tutti poi rivelatisi falsi. Anche la pagina Facebook di “Agente Lisa” ha condiviso la bufala, avvertendo gli utenti del falso allarme e che, in questo modo, oltre a creare un clima di terrore fra la popolazione, si rischia un’incriminazione per il reato di procurato allarme. I messaggi di “Una vita da social” e di “Agente Lisa”, strumenti di comunicazione 2.0 della Polizia di Stato vengono accolti con positività dagli utenti, tanto che il post, diventato virale, ha in queste ore raggiunto oltre 2milioni di persone.

A seguire il falso allarme su Whattsapp, e la risposta di Renzi (Corriere Tv).