Wikileaks, Italia-Russia. Zanda e Ceccanti (Pd): “Catricalà avvii un’istruttoria sul conflitto di interessi di Berlusconi”

Pubblicato il 3 Dicembre 2010 16:10 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2010 16:10

Luigi Zanda

“Chiediamo ad Antonio Catricalà, presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, di voler disporre con la massima urgenza un’istruttoria per accertare se nelle vicende che i documenti della diplomazia Usa raccontano, possano ravvisarsi, a carico del Presidente Berlusconi, condotte in violazione della legge sul conflitto d’interessi, a detrimento della concorrenza, del mercato e con danno per l’interesse pubblico”. Lo chiedono i senatori del Pd Luigi Zanda e Stefano Ceccanti in una lettera oggi inviata ad Antonio Catricalà.

E scrivono: “Tra i documenti riservati della diplomazia statunitense diffusi in questi giorni dal sito ‘Wikileaks’, figurano alcuni dispacci di ambasciata recanti circostanziate segnalazioni di possibili vantaggi economici personali dei quali il Presidente del Consiglio italiano avrebbe goduto in diretta relazione alla sua gestione dei negoziati bilaterali con la Russia per la realizzazione del gasdotto ‘South Stream’ e per le forniture energetiche all’Italia. Se questa circostanza trovasse riscontro, integrerebbe una manifesta violazione delle disposizioni in materia di conflitto d’interessi”.

Per Zanda e Ceccanti è evidente “che se le ipotesi ripetutamente formulate dalla diplomazia americana sono fondate, come l’autorevolezza della fonte lascia pensare, sussisterebbero i presupposti per l’esercizio dei poteri attribuiti dalla legge all’Autorità per l’accertamento delle situazioni di conflitto di interessi. In particolare, del potere di ‘procedere d’ufficio alle verifiche di competenza’ mediante l’esame, il controllo e la verifica degli ‘effetti dell’azione del titolare di cariche di governo (…). D’altra parte, il valore economico e la peculiare natura del mercato energetico, le sue delicate implicazioni geo-politiche e la massima rilevanza che esso riveste per la tutela dell’interesse nazionale sono tali da rendere qualunque condotta orientata a un interesse patrimoniale personale, eventualmente accertata a carico del Presidente del Consiglio, di per sé qualificabile come incompatibile con la doverosa cura degli interessi pubblici e fortemente dannosa per gli stessi”.

“Considerata l’assoluta rilevanza delle circostanze e delle ipotesi segnalate ai fini della tutela dell’interesse nazionale” i senatori democratici chiedono al presidente Catricalà “di voler disporre con la massima urgenza un intervento istruttorio dell’Autorità volto ad accertare (ai sensi dell’articolo 6, commi 3, 4 e 5, della legge n. 215 del 2004) se nella vicenda descritta possano ravvisarsi, a carico del Presidente del Consiglio, condotte in violazione delle disposizioni di legge in materia di conflitto d’interessi, a detrimento della concorrenza e del mercato e con danno, anche potenziale, per l’interesse pubblico”.