Yane Yanev: “Berlusconi? Lo candido io”. Ma la legge bulgara lo vieta

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 Dicembre 2013 10:00 | Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre 2013 11:50

Yane Yanev: "Berlusconi? Lo candido io". Ma la legge bulgara lo vietaROMA – Silvio Berlusconi candidato bulgaro si può davvero fare? Da Sofia sembrerebbe di sì e lo stesso Yane Yanev, leader del partito Rzs, vorrebbe Berlusconi capolista alle Europee. Il quotidiano Libero lo è andato ad intervistare strappandogli un endorsement che detta il titolo di apertura al giornale di mercoledì 4 dicembre: “Candido Silvio in Bulgaria”. Ma secondo il Corriere della Sera la cosa è tutt’altro che scontata, almeno stando alle leggi del paese dell’Est Europa.

Nei giorni scorsi Libero aveva già spiegato come, grazie ai rapporti stretti dal Cavaliere con l’ex premier Boris Borisov, una candidatura non era una carta da escludere. “Il suo partito ha il 30 per cento dei consensi e ha un serbatoio elettorale abbastanza largo per portare il Cav in Europa”. Ma Borissov, nonostante la conferma sui buoni rapporti stretti ai tempi in cui erano entrambi premier, si è affrettato a smentire una eventuale corsa di Berlusconi nel suo partito.

Ci sarebbero poi due condizioni essenziali: in Bulgaria per candidarsi basta non aver subito condanne da parte di un tribunale locale e avere la cittadinanza bulgara. Basterebbe un decreto firmato dal presidente della Repubblica per ottenerla, che attesti i “meriti” dello “straniero”, premiato per aver fatto qualcosa di importante per la Bulgaria.

Meriti acquisiti nelle relazioni con le autorità locali o semplicemente per aver investito nel Paese. “Cinquecentomila euro. Cifra non improponibile per il Cavaliere”, scrive Libero. A dare una mano a Berlusconi ci penserebbe Yanev, leader del partito di centrodestra Rsz. “Silvio? Lo candido io”:

«Sono convinto che Berlusconi sarà un ottimo difensore degli interessi della Bulgaria a Bruxelles». E in riva al Mar Nero sono già pronti a scommettere sull’elezione dell’ex presidente del Consiglio italiano. È sicura, dicono».

Così il leader della rinata Forza Italia, condannato in via definitiva per frode fiscale e interdetto dai pubblici uffici in Italia, dove non può né candidarsi né ricoprire incarichi pubblici, potrebbe tornare alla politica attiva dall’estero, in uno Stato membro dell’Unione: “Dall’editto bulgaro, all’eletto bulgaro“, scherzava ieri Maurizio Crozza.

Ma per il Corriere della Sera, raggirare la legge Severino, non è poi così scontato. Ecco cosa prevedono le leggi bulgare:

Articolo 5 della legge elettorale bulgara sulla candidabilità degli stranieri: «Il diritto ad essere eletto è concesso anche a ogni cittadino Ue che non sia cittadino bulgaro e che abbia 21 anni di età…». Tutto bene? Sì, se non fosse per le parole seguenti: «…e che non sia stato privato dal diritto di candidarsi nello Stato di cui è cittadino». C’è infine una direttiva europea, la 93/109/Ce, che dice (diceva?): ogni europeo che vuole candidarsi in un altro Stato deve presentare una dichiarazione «delle autorità competenti» in cui si attesti che non è «decaduto », incandidabile a casa propria. Troppe lunghezze, protestarono in tanti. Così la direttiva è stata modificata da Bruxelles: «È opportuno sopprimere l’obbligo imposto a tali cittadini di presentare detto attestato… sostituendolo con una dichiarazione». Detta anche autocertificazione

Restano da verificare le ipotesi Ungheria e Romania.