YOUTUBE Maria Elena Boschi, giuramento in tacchi a spillo. E bacio con Renzi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 dicembre 2016 9:31 | Ultimo aggiornamento: 13 dicembre 2016 9:35
YOUTUBE Maria Elena Boschi, giuramento in tacchi a spillo. E bacio con Renzi

Maria Elena Boschi, giuramento in tacchi a spillo. E bacio con Renzi (foto Ansa)

ROMA – Maria Elena Boschi al Quirinale raggiante e con i tacchi a spillo per giurare come sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo Gentiloni. E ci scappa pure un abbraccio con bacio al premier uscente Matteo Renzi.

Maria Elena Boschi è stata ministro per le riforme costituzionali nel governo Renzi, legando il suo nome alla riforma che faticosamente era riuscita a condurre a termine in Parlamento, ma che il referendum del 5 dicembre ha cancellato in poche ore. Nel suo nuovo ruolo di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, segna una novità storica: è la prima volta che una donna assume la carica di quello che è spesso indicato come il “Richelieu”, l’eminenza grigia del premier.

Nata 35 anni fa a Montevarchi, in provincia di Arezzo, ma residente a Laterina, “Meb” (così la chiamano nell’inner circle renziano e così si firma su Twitter) entra in Parlamento nel 2013. Ignota al grosso pubblico, i giornalisti l’ avevano già conosciuta ai diversi meeting che Matteo Renzi aveva organizzato alla Leopolda, di cui era lei la coordinatrice e organizzatrice.

Il sodalizio con Renzi comincia a Firenze, dove Boschi si laurea in Giurisprudenza, ottenendo anche un Master in diritto societario, e dove comincia la propria attività di avvocato: una professione a cui tiene molto, tanto da essere intervenuta più di una volta alle iniziative dell’Associazione italiana giovani avvocati.

Quando Renzi vince le primarie del Pd l’8 dicembre 2013, diventa responsabile per le Riforme del Pd, e quando Renzi approda a Palazzo Chigi il 22 febbraio 2014, la chiama al dicastero per le riforme e i Rapporti col Parlamento. Dall’8 aprile 2014, giorno di approdo in Senato del Ddl che da lei prende il nome (ma la prima firma è di Renzi), fino al 14 aprile 2016, data di approvazione definitiva della riforma alla Camera, lavora ad estenuanti mediazioni per superare le difficoltà incontrate ad ogni passaggio. Nubile, legatissima alla famiglia, lei la difende nel passaggio più difficile della sua carriera, quando le opposizioni presentano una mozione di sfiducia contro di lei (e bocciata dalla Camera il 18 dicembre 2015) a causa del ruolo avuto per alcuni mesi dal padre come vicepresidente di Banca Etruria.