Zanda: “La manovra? Serve solo a prendere tempo. Seguiranno misure ancora più pesanti”

Pubblicato il 14 luglio 2010 20:12 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2010 20:12

Luigi Zanda

Per il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda la manovra del Governo serve solo a guadagnare tempo e presto l’esecutivo sarà costretto a nuovi dolorosi tagli. Zanda, parlando in Aula spiega:  “Una manovra così concepita serve solo a prendere tempo. È un cip, un cip che preannuncia le misure più pesanti che il Governo sarà costretto ad emanare già nel prossimo ottobre con la finanziaria per il 2011”. Lo dichiara il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda intervenendo nell’Aula di Palazzo Madama nel corso della discussione generale sulla manovra.

“Berlusconi si è vantato dei successi della sua politica del cucù. Ma la politica del cucù non gli serve per risolvere i gravissimi problemi strutturali dell’Italia. Il primo problema riguarda l’atteggiamento di assoluta indifferenza del governo Berlusconi nei confronti del debito pubblico che ieri la Banca d’Italia ha comunicato aver raggiunto il record di 1.817 miliardi. Negli ultimi anni, con i governi di centrodestra, il valore assoluto del debito è sempre cresciuto. Per l’Italia questa è la quarta manovra correttiva nell’ultimo anno e mezzo e di debito non si è mai parlato. Perché il presidente del Consiglio non illustra al Parlamento quali sono le strategie per il rientro del debito pubblico? Non chiedo al governo di risolvere il problema del debito pubblico con la manovra che stiamo discutendo. Ma di indicare una politica di riduzione del debito e impegnarsi a realizzarla, questo il Pd glielo chiede formalmente”.

“La seconda questione – continua Zanda – riguarda il rapporto tra la crisi economica e la crisi di legalità della nostra Repubblica. Senza legalità e senza coscienza civile nessuna manovra può produrre il risanamento economico di un paese malato. Spesso il ministro Tremonti ha puntato il dito sulla debolezza delle regole e dei controlli. Su questo triste aspetto della realtà italiana non mi rivolgo al presidente Berlusconi perché è da lui che sono partite tutte le iniziative politiche e legislative che stanno trasformando l’Italia in un paese sfortunato, percorso da bande che hanno l’unico obiettivo dell’arricchimento personale e del potere. Berlusconi – continua il vicepresidente dei senatori del Pd – è il principale responsabile di quel processo di distruzione della struttura dello Stato che ha reso possibile una così vasta diffusione della corruzione. Perché il ministro Tremonti, che tutto vede e comprende, non ha imposto il controllo preventivo del Tesoro sulle ordinanze della Protezione Civile? Perché non ha inserito nella manovra una norma per abrogare la disastrosa equiparazione dei grandi eventi alle emergenze? Perché Tremonti non ha messo mano alle Autorità indipendenti imponendo la nomina immediata del presidente della Consob e garantendo al Paese che al termine del mandato il nuovo presidente non avrà nessuna carica governativa? Tutto questo – conclude Zanda – è possibile in un paese ridotto come il nostro”.