2 giugno: al Quirinale “la diplomazia dei posti a tavola”

Pubblicato il 2 Giugno 2011 21:41 | Ultimo aggiornamento: 2 Giugno 2011 22:23

ROMA, 2 GIU – Tavolo a ferro di cavallo per il pranzo al Quirinale offerto dal presidente della Repubblica per gli ospiti stranieri convenuti a Roma per i festeggiamenti del 2 giugno e per il 150/mo anniversario dell’Unita’ d’Italia.

Giorgio Napolitano e’ stato il regista di questo appuntamento che dopo la tradizionale parata militare ai Fori imperiali ha visto questa sera anche il concerto con musiche di Vivaldi nella cappella Paolina. Quindi un brindisi e in diretta tv il discorso ufficiale del segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon e del padrone di casa.

Una giornata, quella di oggi, che ha trasformato la capitale in una sorta di gigantesco Palazzo di Vetro, per la presenza di 31 capi di Stato, re e uomini di governo. Per un totale di oltre 80 delegazioni provenienti da ogni angolo del Pianeta. Anche se spiccava qualche assenza: su tutte quella annunciata del presidente francese Nicolas Sarkozy. Tanti i conciliaboli, gli intrecci di affetti e di diplomazia. Come quello avvenuto in serata, proprio grazie a Napolitano, tra Peres e Abu Mazen. Il Capo dello Stato si e’ intrattenuto con i due – che conosce bene da tempo – nel salone dei Corazzieri subito dopo il concerto, mentre gli ospiti prendevano l’aperitivo in attesa di partecipare al pranzo di Stato.

L’appuntamento di oggi ha visto arrivare a Roma, fra gli altri, il vice presidente degli Stati Uniti Biden, il presidente della Federazione Russa Medvedev, il re di Spagna Juan Carlos, il presidente di Israele Peres, il presidente dell’Autorita’ nazionale palestinese, Abu Mazen.

E non sono mancati neanche gli strappi al protocollo, come quello filmato dalle telecamere e immortalato dai fotografi durante la sfilata ai Fori Imperiali. Il premier, infatti, si e’ avvicinato al re Juan Carlos per dirgli qualcosa e gli ha toccato un braccio. Forse una piccola violazione delle consuetudini piu’ che dell’etichetta. Il Cavaliere, secondo quanto riferito da alcuni presenti, voleva sincerarsi dello stato di salute del sovrano per un problema al ginocchio e lo ha toccato ad un braccio per salutarlo. Un gesto che per qualcuno rappresenta uno strappo al protocollo che vieta a chi si avvicina al Re di fare il primo passo per stingergli la mano. Anche se un Real decreto spagnolo del 1987 sul trattamento dei membri della famiglia reale non fissa in alcun modo principi e regole per il saluto, lasciandolo appunto alla tradizione.

Napolitano dal canto suo, nel corso del pranzo di Stato, non ha perso l’occasione per sottolineare le particolarita’ del nostro Paese invitando i partner internazionali ad ”avere fiducia” nell’Italia. Il capo di stato, abito scuro cravatta sui toni del lilla, sedeva con alla destra la moglie Clio – abito rosso acceso – e alla sua sinistra la consorte del segretario di Stato dell’Onu, Ban Ki Moon, nel lato corto della tavola, apparecchiata con tovaglie bianche e arricchita da composizioni floreali e candelabri in oro. A breve distanza il protocollo ha messo lo stesso segretario generale, la moglie del vicepresidente Usa, la presidente finlandese Halonen e a seguire Joe Biden.

Alla destra della signora Clio, invece, il consorte della presidente finlandese, quindi la Halonen, il presidente tedesco Wulff, la presidente argentina Cristina Kirchner, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy. Seduti uno accanto all’altro, piccolo capolavoro del cerimoniale, il presidente israeliano Shimon Peres ed il presidente dell’Anp Abu Mazen, che hanno cercato un disgelo dopo le tensioni delle ultime settimane tra israeliani e palestinesi.

I commensali hanno gustato come primo piatto dei ravioli di cernia seguiti poi da filetto di vitello in crosta di frutta secca, con contorno di patate al forno ed asparagi al formaggio. Al termine sorbetto di lamponi e limone. Il tutto annaffiato da vini di Vigna dei Gavi, Brunello di Montalcino, Feudi di San Gregorio. Il brindisi inaugurale era targato Ferrari riserva 150.