20 gennaio, minacce a Biden: “Ma io non ho paura di giurare all’aperto”. Si teme il bis a Capitol Hill

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Gennaio 2021 10:02 | Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio 2021 10:02
20 gennaio, minacce a Biden: "Ma io non ho paura di giurare all'aperto". Si teme il bis a Capitol Hill

20 gennaio, minacce a Biden: “Ma io non ho paura di giurare all’aperto”. Si teme il bis a Capitol Hill (foto Ansa)

Un 20 gennaio blindato con agenti armati a presidiare Washington e le altre capitali americane: è il giorno del giuramento del nuovo presidente Usa Joe Biden. Il susseguirsi di allarmi lanciati dall’Fbi in vista della cerimonia di insediamento di Joe Biden e Kamala Harris fa sprofondare l’America in un clima di paura.

Mentre continua la caccia all’uomo a livello nazionale per arrestare i violenti che il 6 gennaio hanno assaltato il Congresso, gli agenti federali stanno perlustrando la rete per anticipare eventuali pericoli. Ci si prepara a giornate di fuoco, con lo spettro di nuovi attacchi da parte di milizie armate.

20 gennaio, Biden: “Non ho paura”

Minacce arrivate nei confronti di Biden, Harris e della speaker della Camera Nancy Pelosi. “Non ho paura di giurare all’aperto”, le ha liquidate il presidente eletto. Biden come da tradizione intende prestare giuramento sui gradini del Congresso. Insieme a lui ci saranno gli ex presidenti Barack Obama, George W. Bush e Bill Clinton. Il pubblico sarà ridotto all’osso fra il Covid e il timore di proteste violente, con Donald Trump che ha approvato lo stato di emergenza per Washington e la sindaca Muriel Bowser che ha invitato a stare alla larga.

Deputati e senatori del Congresso sono in allerta, consapevoli di essere nel mirino di possibili agguati. I democratici della Camera sono stati informati e aggiornati su tre possibili scenari e tre possibili manifestazioni. Il primo è relativo alla “più grande protesta armata mai avvenuta sul solo americano”. Il secondo riguarda una manifestazione in onore di Ashli Babbitt, la sostenitrice di Trump uccisa in Congresso.

Il terzo è quello che più preoccupa le forze dell’ordine e Capitol Hill. Un gruppo di estremisti potrebbe formare un perimetro intorno al Campidoglio, alla Casa Bianca e alla Corte Suprema per bloccare l’ingresso dei democratici. Anche uccidendoli se fosse necessario, in modo che i repubblicani possano prendere il controllo del governo.

L’allerta è alta non solo a Washington

In tutte le capitali degli Stati Uniti sicurezza rafforzata per paura delle proteste di gruppi organizzati armati fra il 16 e il 20 gennaio. Le due date di allarme maggiore sono quelle di domenica 17, identificata anche da Twitter quando ha sospeso Trump, e martedì 20, il giorno del passaggio formale di testimone a Biden. Aleggia sui timori di sicurezza lo spettro Trump. Non parteciperà alla cerimonia di insediamento e dovrebbe essere a Mar-a-Lago, in Florida. Preoccupa infatti l’ipotesi che possa sfidare tutti, anche l’impeachment, e organizzare un comizio in grado di alimentare e fomentare i suoi sostenitori. (Fonte Washington Post).