Papa Ratzinger attacca la Cina: “Cristiani perseguitati”. A Pechino oscurato il suo discorso

Pubblicato il 25 Dicembre 2010 13:54 | Ultimo aggiornamento: 25 Dicembre 2010 14:23

I cristiani cinesi che subiscono ”persecuzione” e ”limitazioni alla loro liberta’ di coscienza”, con un incoraggiamento a resistere e un ammonimento ai leader a rispettare la liberta’ religiosa. Poi la pace tra israeliani e palestinesi e la difesa dei cristiani in Medio oriente e in tutto il mondo. E l popolazioni di Africa, Asia e America Latina che soffrono per poverta’, guerre e calamita’ naturali. Medio oriente, Iraq, Haiti, Colombia e Venezuela, Somalia e Darfur, ma anche Costa d’Avorio e Madagascar.

E’ articolato lo scacchiere a cui guarda il Papa nel suo messaggio di Natale, l’Urbi et Orbi proclamato in piazza San Pietro dalla Loggia delle benedizioni, davanti a migliaia di fedeli radunati nonostante la pioggia e ammirati dalla tradizionale coreografia fatta di onori militari resi da Guardia Svizzera e Granatieri di Sardegna, inno italiano e vaticano suonati dalle bande e, alla fine, anche l’indulgenza plenaria concessa a chi ha seguito la cerimonia, anche solo attraverso radio, tv e moderne tecnologie.

Cristo fatto uomo, ha spiegato il Papa, e’ un ”avvenimento” che cambia la vita di donne e uomini, chiede una risposta di fede e spinge alla ”ricerca del bene comune”.

E se Natale e’ ”pace e giustizia”, e ”liberazione dalla schiavitu”’, ha detto papa Ratzinger, come dimenticare le tante situazioni dove non c’e’ ne’ pace ne’ giustizia? Ed ecco Benedetto XVI pregare: per la Terra Santa dove il conflitto non trova modo per una ”convivenza giusta e pacifica”, per l’Iraq dove dopo la strage di Al Qaida dello scorso 31 ottobre tanti cristiani hanno rinunciato persino a celebrare le messe della notte di Natale, per gli haitiani che soffrono il colera dopo aver sofferto il terremoto, e per le calamita’ naturali nel Centro e Sud America, per la ”riconciliazione” nella Penisola coreana. E poi l’Africa, che come Benedetto XVI ha detto appena eletto, e’ una ”priorita”’del suo pontificato: il Darfur dove sono forse 40, secondo fonti governative, i morti dell’ultimo scontro tra esercito e ribelli, e la Somalia e la Costa d’Avorio. E il Pakistan, dove proprio oggi un attentato suicida ha ucciso decine di persone inermi mentre facevano la fila per avere cibo e dove i cristiani patiscono le conseguenze della legge sulla blasfemia.

Una notevole attenzione Benedetto XVI riserva alla Cina, dopo la recente nomina di un vescovo senza autorizzazione papale e dopo la Assemblea dei cattolici cinesi (legati al governo) voluta da Pechino in spregio alla sensibilita’ del Papa. Resistete, dice il Pontefice ai cinesi, perseverate nella fede, e ai ”leader politici e religiosi” chiede ”pieno rispetto della liberta’ religiosa di tutti”. Parole che provocano la dura reazione della autorita’ cinesi che hanno immediatamente oscurato la Bbc che stava riferendo del discorso di Benedetto XVI.

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