Aborto, Benedetto XVI: “Embrione non è un cumulo di materia. Politici e mass media difendano la vita”

Pubblicato il 27 Novembre 2010 21:32 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2010 22:30

L’embrione non e’ ”un cumulo di materiale biologico”, e’ ”un nuovo essere vivente”. ”Politici e mezzi di comunicazione promuovano la cultura della vita” contro le ”tendenze culturali che tentano di anestetizzare le coscienze”. Sono parole quanto mai chiare quelle pronunciate dal Papa stasera a San Pietro. In basilica ci sono tante famiglie e tanti bambini. Alcuni, ogni tanto, specie quelli delle prime file, sfuggono per un attimo al controllo del genitori e vanno a farsi un giretto vicino all’altare maggiore o si siedono sui marmi multicolore del pavimento.

Benedetto XVI ha voluto essere presente in prima persona a questa veglia organizzata dal Pontificio Consiglio della Famiglia per la ”vita nascente”, quella ”piu’ fragile e minacciata dall’egoismo degli adulti e dall’oscuramento delle coscienze”, ha detto. Iniziative analoghe sono state promosse nelle parrocchie in tutte le chiese del mondo. Il ‘convitato di pietra’ e’ l’aborto. Nella sua omelia, il Pontefice usera’ una sola volta questa parola, per sottolineare come la Chiesa ne ribadisca continuamente la condanna. E non usera’ mai la parola ”omicidio”. L’equazione e’ saltata a pie’ pari. Tutto l’intervento e’ centrato non sulla morte, ma sulla vita. E sulla natura dell’embrione, considerato a tutti gli effetti ”un nuovo essere vivente, dinamico e meravigliosamente ordinato, un nuovo individuo della specie umana”.

”La scienza stessa – aggiunge il Papa – ne mette in evidenza l’autonomia capace d’interazione con la madre, il coordinamento dei processi biologici, la continuita’ dello sviluppo, la crescente complessita’ dell’organismo”. In quest’ottica, l’embrione, al pari di ogni essere umano ”ha il diritto di non essere trattato come un oggetto da possedere e come una cosa che si puo’ manipolare a piacimento, di non essere ridotto a puro strumento a vantaggio di altri o dei loro interessi”. Alla politica, all’economia e ai mass media Benedetto XVI ha chiesto di fare il possibile ”per promuovere una cultura sempre rispettosa della vita umana, per procurare condizioni favorevoli e reti di sostegno all’accoglienza e allo sviluppo di essa”.

Un invito ripetuto anche in una preghiera composta appositamente per questa circostanza e letta nel corso del rito, in cui Ratzinger ha chiesto che Dio guidi le scelte dei legislatori, ma anche quelle degli scienziati e dei medici. L’appello rivolto a chi si occupa di comunicazione finisce con saldarsi, idealmente ma inevitabilmente, con i tanti appelli pro-vita scattati in questi giorni dopo le polemiche sulla trasmissione di Fazio e Saviano e proseguiti anche oggi. Benedetto XVI, nel definire l’essere umano, insiste sui concetti di liberta’, di autocoscienza, parla della vita come di un valore da difendere sempre, dalla ”dignita’ altissima, incomparabile”. Ad ascoltarlo in Basilica c’e’ anche il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, che al termine lo va a salutare. ”Il Santo Padre – fa sapere lei stessa – mi ha incoraggiata a proseguire nell’azione politica di difesa della vita sui temi della bioetica”.