Intesa con i Repubblicani, Obama cede sugli sgravi fiscali ai ricchi: due anni in più

Pubblicato il 7 Dicembre 2010 9:45 | Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre 2010 10:21

Barack Obama

Dopo il colpaccio di midterm Barack Obama ha deciso di trattare sulle tasse con gli avversari. Il presidente Usa si è piegato all’influenza repubblicana, prolungando così di due anni tutti i tagli delle tasse dell’era Bush non solo per la classe media, ma anche per i ricchi. Ha ceduto sugli sgravi fiscali, proprio come volevano i Gop.

Il piano, che dovrebbe estendere i benefici fiscali su dividendi e capital gains, la riduzione del 2% delle imposte sui salari dei dipendenti e altri 13 mesi di copertura assistenziale per i disoccupati. Sulla tassa immobiliare federale il leader della Casa Bianca ha acconsentito a porre il tetto al 35% con un livello di esenzione individuale a 5 milioni di dollari, esattamente ciò che speravano i repubblicani.

L’ala democratica più pura è andata su tutte le furie, con in testa Nancy Pelosi, delusa dalla scelta del presidente di piegarsi senza avere in cambio nulla.

C’è già chi teme che possa avere bisogno ancora dei rivali perché il parlamento dia il via libera al pacchetto fiscale, visto che tra i suoi qualcuno sembra intenzionato a voltargli le spalle.

Obama potrebbe avere addirittura bisogno dell’aiuto dei Repubblicani per far passare il pacchetto fiscala in Parlamento, se nel suo partito in diversi gli voltassero le spalle.

Obama ha riconosciuto che nell’accordo «ci sono cose che non mi piacciono, in particolare il prolungamento dell’estensione degli sgravi fiscali per le fasce di reddito più alte», ma, ha aggiunto, «questi benefici fiscali cesseranno fra due anni». Nello stesso tempo l’accordo-quadro consente secondo il presidente americano di evitare che il ceto medio americano possa «diventare vittima collaterale del conflitto politico di Washington».