Afghanistan: 2.000 soldati americani morti in quasi 11 anni di guerra

Pubblicato il 23 agosto 2012 17:42 | Ultimo aggiornamento: 23 agosto 2012 17:42

KABUL,AFGHANISTAN – Il bilancio dei militari americani caduti negli ormai quasi undici anni del conflitto in Afghanistan ha raggiunto quota 2.000. Sull’edizione cartacea e sul suo sito web, il New York Times pubblica i loro nomi e foto, precisando che, in base ad una sua ricerca elaborata su dati del Dipartimento della Difesa, il ‘numero 2.000′ e’ stato il soldato James A. Justice.

In proporzione, il tributo piu’ pesante lo hanno pagato di certo i marines, anche se il numero dei soldati dell’esercito che hanno servito in Afghanistan e’ ben maggiore. L’eta’ media dei caduti e’ 26 anni, due su tre erano bianchi, e la meta’ sono morti o nella provincia di Kandahar o in quella di Helmand, le regioni nel Sud del Paese roccaforti dei talebani.

Benche’ quella in Afghanistan sia ormai la piu’ lunga guerra condotta dagli Usa, il numero dei morti e’ tuttavia la meta’ dei 4.480 caduti registrati in otto anni in Iraq, sottolinea il giornale, pur mettendo in evidenza che i primi mille caduti in Afghanistan sono stati registrati nel corso dei primi nove anni del conflitto, mentre gli altri mille si sono moltiplicati negli ultimi 27 mesi. E questo, afferma, testimonia l’intensità dei combattimenti innescati dalla decisione del presidente Barack Obama di inviare nel 2010 altri 33 mila soldati.

La causa principale della morte di soldati della Nato in Afghanistan è stata l’abilità degli insorti nell’utilizzare ordigni esplosivi artigianali, i cosiddetti Improvise Explosive Device  (I.E.D.), ma di recente e’ emersa ”una nuova minaccia”: gli attacchi da parte di afghani in uniforme delle forze di sicurezza di Kabul (i cosiddetti ‘green on blue’), che solo nelle ultime due settimane hanno causato la morte di almeno nove militari americani.

Una minaccia ‘interna’ che ha indotto il presidente Barack Obama a esprimere pubblicamente ”profonda preoccupazione”, anche se il Pentagono crede che la maggior parte di questi attacchi si debbano a rancori personali piuttosto che all’ infiltrazione di talebani nelle caserme o in basi militari.

Tuttavia, il fenomeno sta sollevando allarme e preoccupazioni crescenti sull’effettiva capacita’ della Nato di trasmettere la responsabilita’ della sicurezza agli afghani entro il 2014, quando secondo l’impegno preso da Obama tutte le truppe Usa avranno lasciato il Paese.

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