Afghanistan, nuova vergogna Usa: festini dei contractor all’ambasciata. La Clinton ordina inchiesta

Pubblicato il 2 Settembre 2009 16:05 | Ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2009 16:05

contractorFestini a luci rosse, con prostitute e fiumi di alcol. Non siamo al Moulin Rouge, ma nell’ambasciata Usa a Kabul. Qui i contractor, ossia gli addetti alla sicurezza statunitensi arruolati e pagati da compagnie private, davano vita a serate all’insegna dell’eccesso e del libertinaggio.

La denuncia è arrivata da alcuni contractor, secondo i quali i loro colleghi umiliavano e addirittura licenziavano chi rifiutava di partecipare a queste feste. E tutto avveniva nei giorni in cui l’ambasciata era spesso attaccata dai talebani, ad esempio il 4 agosto, quando una pioggia di razzi sfiorò la sede diplomatica americana.

Le immagini stanno facendo rapidamente il giro del mondo, e il segretario di Stato Hillary Clinton ha ordinato l’apertura di un’inchiesta per accertare le responsabilità di questi “party”. Addirittura, secondo alcune testimonianze, se qualcuno si avvicinava all’ambasciata per denunciare un sospetto terrorista, le guardie rispondevano con un preconfezionato: «Grazie tante, e buonanotte».

I contractor sono dipendenti dell’agenzia ArmorGroup, ora posseduta dalla Wackenut Service, una delle maggiori compagnie del settore. Più di 300 guardie, su 400, sono Gurkhas nepalesi, gli altri australiani, americani e sudafricani.